Massimo Sartelli. Medico. Covid 19: RISPETTO A MARZO

Probabilmente questa ondata non è come quella marzo. Probabilmente è molto peggiore. Allora c’era un Paese preso alla sprovvista che, pur pagando un prezzo alto, trovò per la paura di un virus nuovo, una unità ed una compattezza che ci permise di superare l’emergenza con dei sanitari che risposero straordinariamente alla diffusione della pandemia. Adesso alla paura si è aggiunta confusione, sfiducia e sconforto per la tragica impreparazione sia a prevedere una seconda ondata, che a gestirla con sanitari stanchi e sconfortanti da dei sistemi sanitari che poco hanno pianificato e molto poco si sono rinforzati.

Dietro a questo non c’è dubbio via sia una assoluta mancanza di strategia e di visione.

Il 2 agosto, contavamo 239 nuovi contagi e 8 morti. Eravamo in salvo. Il modello italiano aveva funzionato, ma in realtà chi faceva i modelli iniziava ad avvertirci che la curva sarebbe cresciuta…La storia stessa ci aveva avvertito, la “Spagnola” pur causata da un altro tipo di virus, dopo una prima ondata primaverile si era manifestata con una seconda ondata autunnale devastante. Addirittura chi lo aveva prospettato era stato pesantemente attaccato di terrorizzare la gente. 

E allora, invece di lavorare per rinforzare un sistema assai fragile con evidenti mancanze strutturali e prepararci ad una seconda ondata abbiamo elargito il bonus vacanze, abbiamo riaperto le discoteche, ci siamo vantati di quanto eravamo stati bravi, e qualcuno ha anche scritto un libro chiaramente ritirandolo prima della presentazione pochi giorni fa.

Poi a curva risalita, nelle ultime settimane, le misure poco tempestive e sempre in ritardo rispetto alla velocità di diffusione del virus hanno contribuito.  

Nessuno ha chiesto scusa! Nente di più di un penoso scaricabarile tra le varie istituzioni che devono gestire la cosa pubblica con misure scomposte e scoordinate. 

È innegabile, tuttavia, che le responsabilità sono un po’ di tutti, dei cittadini o almeno di coloro che non hanno rispettato le necessarie misure di prevenzione, degli scienziati o almeno di quelli che ci hanno raccontato la favola del virus buono e dell’emergenza finita pubblicandola anche su un quotidiano riducendo l’attenzione di molte persone sulle misura di prevenzione, dei giornalisti o almeno di quelli che hanno cercato lo scoop e non la verità. 

Il risultato è uno tsunami, non solo sanitario, ma anche economico e sociale con proteste alle quali non eravamo più abituati e tantomeno pronti, a cui si aggiunge il calcolo di agitatori violenti che non aspettavano altro di un momento di debolezza come questo. 

Mentre la seconda ondata ci sta travolgendo prevale ancora un incomprensibile opportunismo politico. In attesa di un vaccino che non arriverà nel 2021, é inutile prometterlo prima, avremmo bisogno  di una strategia chiara e onesta, alla quale contribuiscano tutti con una unità nazionale almeno per un tempo necessario a scongiurare il peggio che avanza.

Questo dovrebbe partire da delle scuse di chi avrebbe dovuto programmare e non lo ha fatto e dal senso dello stato di chi continua a strumentalizzare la pandemia!