Momenti di poesia, E’ DUNQUE VERO, di  Vittorio Zingone

E’ DUNQUE VERO      

E’ dunque vero che la solitudine   

rende di giorno in giorno   

aspra l’anima;   

ed a pensiero di disfacimento lento   

volge il cuore e in tenebrosi abissi     

ambir di scivolare!    

La casa, allorché si resta soli,   

non ha più il valore che dovrebbe avere;   

il silenzio che tutt’intorno impera   

fa in disordine il cuor nel seno battere   

e ci s’avverte oppressi   

da invisibili dita d’arcan nulla.   

Il freddo lascia le sconvolte membra;   

violento il vento nell’anima ti spira;   

tutt’uno sei con l’etere distante;   

non avverti ormai se vivo o morto sei,   

ti pare non saper più parola spiccicare;   

di regredir nel grembo primordiale   

e confonderti con esseri indistinti   

che non vanno prima e non van poi.   

Che l’uomo si fa tra i suoi simili è pur vero,   

agisce perché vuol collaborare   

alla creazion di proprie illusioni   

d’un aldilà illimitato,    

di un fantastico passato.   

Intanto ciascuno è se stesso   

se raffrontarsi può ai propri simili   

e credere d’avere un personal futuro.  

La solitudine, dunque,   

 è negazione della vita  

per una donna, un uomo  

in questo sistema di cose   

caduco, contingente, aleatorio.

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