LA MASSAIA METAFISICA

Lei spazza con colorate scope –
e frammenti indietro lascia –
Oh massaia della sera in Occidente –
torna indietro e spolvera lo stagno!

Un filaccio scarlatto ti è caduto –
ti è caduto un filo ambrato.
Adesso nell’intero Oriente hai steso
logori stracci smeraldini!

E ancora, lei usa le sue scope colorate,
e ancora i grembiuli si librano nel cielo,
in soffici stelle si dissolvono le scope –
e quindi il mio sogno va lontano.

EMILY DICKINSON (titolo e traduzione miei)

Come spesso nella Dickinson, questa lirica attua la trasfigurazione metafisica dell’oggetto (Gorlier). Non ho resistito alla tentazione di metterci un titolo apocrifo da me inventato. La realtà umile (Pascoli: “scopa” è il mot-clé, sublime dal basso) diventa trascendente. Notevole l’ironia (che contraddice la falsa immagine di Emily seriosa puritana) mediante la simulazione: la poetessa finge di credere che la scopa della massaia possa giungere in cielo e trasformarsi in stella, e si atteggia in preda all’estasi cosmica (leopardiana). Sta giocando, e il gioco si sublima in pensiero puro. “Il piccolo fiore del trascendentalismo americano” (Praz) possiede una rilevante sensibilità fisica, quando riesce a trarre le astrazioni dall’esperienza quotidiana (Izzo). E’ una poesia concisa, ellittica, cifrata; sorprende in continuazione, con metafore che diventano epigrammi. Ho tentato di riprodurre lo straordinario ritmo originale, usando in prevalenza endecasillabi.

She sweeps with many-colored Brooms –
And leaves the Shreds behind –
Oh Housewife in the Evening West –
Come back, and dust the Pond!

You dropped a Purple Ravelling in –
You dropped an Amber thread –
And now you’ve littered all the East
With Duds of Emerald!

And still, she plies her spotted Brooms –
And still the Aprons fly,
Till Brooms fade softly into stars –
And then I come away –