Alfredo Monaco. Chirurgo. Covid 19: Due mondi diversi

#duemondidiversi, quello reale e quello che descrive l’ultimo fenomeno genovese che, in giacca e cravatta, fresco e riposato come una rosa di maggio, racconta il #covid19, il suo personalissimo #covid19, da tutte le TV Nazionali. 

Pacifico e rassicurante, se non fosse promesso allo scranno di Speranza, devo confessarlo, la racconta proprio bene a chi, comodamente seduto in poltrona, incazzato per il #lockdown e per l’economia personale che va a ramengo, ha voglia di sentirsi dire proprio questo da qualcuno in camice bianco.

Negazionisti, dubitazionisti, #incazzatiassortiti, insomma tutto il mondo che sta fuori dalle pareti sanitarie e che trova assurdo il tam-tam dei media sul tema, esagerato fino a dubitarne l’esistenza, fino a credere ad un unico #complottoplanetario.

C’è un mondo più o meno fermo a fare calcoli e ricalcoli, come l’Albertino Piemontese, l’ #insonne, sui parametri delle zone colorate, per capire come mai il suo ristorante deve stare chiuso, la sua attività ferma per quattro vecchietti spaventati che si presentano in ospedale, bloccandone tutti i servizi, quando proprio oggi a Romano Canavese muore una ragazza sanissima per #covid19, di 21 anni, Chiara Cringolo, madre di una creatura di 13 mesi.

Quel mondo di persone che voleva fare una visita otorino perchè da due anni sente un ronzio fastidioso e adesso che si era decisa e l’aveva prenotata, adesso vede la sua visita, quella fondamentale, rinviata #sinedie, per una pletora di ansiogeni che affolla gli ospedali fino a saturarne la capacità ricettiva.

Diciamo la verità, è bello sentirsi dire da una figura come quella del genovese che ha impalmato la ricca finanziatrice #green, che il #covid19 è solo poco più di una influenza ed è il terrore instillato dai sanitari la vera minaccia.

E’ quello che vorrei sentirmi dire anch’io se avessi, che so, un ristorante, un pub, una discoteca o qualsiasi altra attività oggi sospesa, anche se fosse già semi-fallita.

Ecco quello che vorrei sentirmi dire da uno in camice bianco.

“Questo è uno che sa quello che dice, che sa tutto ed ha capito tutto”, questo direi.

Tu no?

Poi c’è un altro mondo, quello di migliaia di persone che non vogliono in alcun modo andare in Ospedale per paura del covid19, eppure sono a casa, positive al tampone, con febbre alta e resistente al paracetamolo, ossa rotte, tosse, una debolezza che ti impedisce di stare in piedi e che se fai due gradini ti viene l’affanno, una cefalea insopportabile e dolori al petto ogni volta che si tira dentro aria, caso mai anche diarrea va, che nel #covid19 ci sta, in carico ai Medici di Medicina Generale che non sanno più che pesci prendere fra piattaforme covid19 bloccate, esiti di tampone che non arrivano manco a corteggiarli con rose rosse e cioccolattini, cartacce e burocrazia ad impedir loro di telefonare almeno a queste persone spaventate da “questa brutta influenza” ed ostinatamente lontane dall’ospedale.

Quasi non si rendono conto che il #covid19 ce l’hanno già e non possono essere contagiati certamente nei nosocomi, piuttosto il contrario, fra le mura domestiche per i parenti, i “congiunti” di Totò. 

Sempre da questa parte del mondo ci sono poi gli ipocondriaci e gli ansiosi che, in preda al terrore, si precipitano in massa in ospedale ad occupare i posti letto, qualcuno più ansioso sfonda la porta della #Rianimazione, ed in particolare nella #Riarivoli, tira fuori dai letti i Medici e gli Infermieri che il dr. Michele Grio ha posticciamente fatto accomodare per il suo #GrioTravelTour nel girone dantesco del #covid19, per prenderne il posto e, caso mai, si ficca pure un tubo dell’ossigeno in gola.

Sai mai che possa togliere l’ansia!

Insomma, una sorta di occupazione studentesca stile anni ’70 da parte di questo esercito di psicolabili, figli della Legge Basaglia, con la complicità d tutto il personale Medico ed Infermieristico dei DEA  e dei #repartidegenza che non vedeva l’ora di abbandonare le proprie attività abituali di specialità per bardarsi come deficienti e classificare come #covid19 tutta la malattia psichiatrica e dintorni.

Finalmente ci si riposa negli ospedali, secondo il barbetta genovese. Chirurghi, Urologi, Ortopedici e chi più ne ha più ne metta, non vedevano l’ora, secondo lui, di chiudere i propri reparti per trasformarsi in zombie per curare le malattie ipocondriache e far diventare lui una stella TV.

Il mondo reale, quello vero, quello con cui ci confrontiamo tutti i giorni è ben altra cosa, purtroppo.

Magari avesse ragione lui!

Una radiografia o una TAC del torace che mostra una impressionante impregnazione dell’interstizio polmonare non te la fa l’ansia, e nemmeno ti fa calare la saturazione di ossigenazione del sangue fino a morirne. 

Così come la psicosi da terrore non ti fa sballare una quantità di parametri nel sangue.

Questo no, purtroppo.

Nemmeno le puoi valutare a casa queste cose, e questo è un altro ciclopico problema per i Medici di Medicina Generale che devono valutare il decorso dei pazienti a casa con la sfera di cristallo, oltre alla rilevazione della temperatura e della saturazione periferica di ossigeno.

Qualcuno sta preparando i “protocolli per le cure domiciliari”, e sono proprio curioso di vedere quali strumenti tirano fuori dal cilindro magico questi fenomeni, considerando che cure specifiche NON ESISTONO!

#duemondidiversi, dicevo.

Ma #cièocifa?

Questa la domanda che si pongono le migliaia di operatori sanitari negli Ospedali oggi, a leggere le affermazioni del fenomeno genovese che da tutte le frequenze TV, quello che ospite da Giletti si è lamentato per il novero di attacchi subiti in questo periodo. Non dice che forse qualcuno più che attaccarlo gli ricorda i tomi di ca**ate che ha pronunciato, non dice che dietro le quinte si mormora che non abbia accettato il confronto TV con il sostenitore della #idrossiclorochina nel trattamento precoce domiciliare di #covid19, Cavenna.

Qualcuno mi ha scritto, in calce al link, “Ma questo signore dove lavora? Da quanto tempo non entra in corsia o in Pronto Soccorso? Non vorrei essere malizioso aggiungendo altro…

#cièocifà, #viaggionelcovid19, #ansiatotale, #ansiasociale, #nunèverogniente, #stivalediferro