Mauro Moretta. COVID 19 – COME SI CALCOLA LA GUARIGIONE

La guarigione da Covid è un argomento molto controverso, soprattutto perchè è abbastanza frequente il caso di pazienti che non presentano sintomi da giorni ma che risultano positivi a tamponi di controllo ripetuti. Questo comporta (o meglio comportava) un prolungamento dell’isolamento con evidenti problemi legati al rientro lavorativo, scolastico e sociale.

Quello che sappiamo è che la contagiosità massima è relativamente precoce, puó precedere l’esordio dei sintomi e rimane alta nei primi giorni di malattia, anche negli asintomatici.

Il test molecolare puó essere positivo, e permanere tale, anche in assenza di trasmissibilità, a causa della presenza nelle prime vie respiratorie di frammenti di RNA di virus non replicante.

Gli studi sull’isolamento del virus indicano che questo è “coltivabile” fino a 20 giorni dall’esordio dei sintomi in una bassa percentuale, mentre la percentuale maggiore cade negli 8 giorni. Fanno eccezione i soggetti immunodepressi, nei quali la coltivabilità in vitro puó essere 3 volte superiore.

In pratica si tende ad affermare che dopo 21 giorni dall’esordio dei sintomi la possibilità di trasmettere il virus è prossima allo zero, e su tali basi la guarigione viene “certificata”, dietro indagine che escluda la presenza di sintomi rilevanti, dopo 21 giorni dall’esordio dei sintomi oppure in mancanza di tale informazione dalla data del primo tampone.