Intervista a Barbara Rossi (Associazione La Voce della Luna, Alessandria) – La cultura ai tempi della pandemia 

Alessandria: In questo momento estremamente difficile e complesso per la collettività a causa delle enormi ricadute provocate dall’emergenza sanitaria sia sul piano economico e produttivo che per quanto riguarda le attività culturali, abbiamo rivolto alcune domande a Barbara Rossi, media educator, critico cinematografico e presidentessa dell’associazione di cultura cinematografica e umanistica La Voce della Luna di Alessandria.     

D. Come sta affrontando la tua associazione questo periodo, dal punto di vista del blocco alla cultura provocato dalla pandemia?

R. Quest’ultimo non è un periodo facile per nessuno. È chiaro che la priorità rimane la salute delle persone: senza avere risolto il problema sanitario, risulterà sempre complicato proporre e portare avanti qualsiasi tipo di progettualità, specie in ambito culturale. La cultura nel suo complesso sta soffrendo parecchio per questo stato di cose, non solo per quanto riguarda i contenuti, ma anche per la condizione di incertezza e di precarietà in cui vivono gli operatori culturali, una categoria di lavoratori spesso trascurata. La nostra associazione, come penso la maggior parte delle associazioni operanti nel mondo della cultura, è inizialmente rimasta spiazzata di fronte a una situazione mai vissuta prima: poi si è riaccesa la voglia di continuare a proporre cultura nonostante i limiti e le restrizioni. Stiamo cercando di vivere questa fase come una sfida, un’opportunità preziosa di mettersi alla prova e in gioco.

D. Quali iniziative siete riusciti a portare avanti in questi mesi e quali, invece, avete dovuto rimandare?

R. All’inizio del 2020 siamo riusciti a mettere in cantiere l’ormai tradizionale appuntamento con il cineforum del “Progetto Genitori” – un’iniziativa di cui siamo partner, patrocinata dall’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria – ospitando il regista Francesco Ghiaccio. Abbiamo avviato anche il cineforum formativo “Diritto di cronaca”, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte: ci manca un solo, ultimo appuntamento per concludere la rassegna di quest’anno. Stesso discorso per l’Acit Film Forum, con il quale proponiamo – in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo-Tedesca e l’associazione Cultura e Sviluppo – il meglio della cinematografia tedesca contemporanea: abbiamo dovuto interrompere in pieno svolgimento, ma ci ripromettiamo di completare il percorso appena possibile. Siamo molto felici, invece, dell’essere riusciti a portare avanti e a concludere, anche a distanza, i progetti didattici cui stavamo lavorando: in particolare, il progetto di Media Education “Immersi nelle storie”, patrocinato dalla Fondazione SociAL, e la Summer School sui linguaggi visivi e dei media, che abbiamo potuto svolgere in presenza lo scorso settembre, in apertura di anno scolastico. Non poteva esserci soddisfazione maggiore, da parte nostra, che quella provata nel vedere cinquantacinque studenti dell’Istituto Saluzzo-Plana di Alessandria, nostro partner di progetto, partecipare con entusiasmo al laboratorio sul cinema fantastico condotto dal famoso regista Lamberto Bava, che è stato nostro ospite per dialogare con i ragazzi e presentare il suo ultimo, profetico romanzo, “Il terzo giorno”. 

Tra settembre e ottobre abbiamo dato vita, in collaborazione con la libreria Mondadori di Alessandria, a un corso quindicinale di storia del cinema, dal titolo “L’odissea della settima arte” e a un circolo di lettura mensile, tra suggestioni letterarie e cinematografiche.  

Ci siamo, infine, inventati una modalità a distanza per continuare a tenerci in contatto con chi segue le iniziative della nostra associazione: fin dal primo lockdown, lo scorso marzo, abbiamo dato vita a una video rubrica on line dal titolo “A casa con le Voci della Luna”, in cui periodicamente offriamo contenuti culturali di diverso genere, dalla critica cinematografica alla recensione di libri, dagli approfondimenti sul rapporto tra cinema e letteratura a quelli tra il cinema e la moda. Tra i nostri collaboratori a quest’iniziativa ci sono sia i soci della Voce della Luna che amici giornalisti, scrittori ed esperti dei linguaggi dell’arte e del cinema. La video rubrica è fruibile sia sulla nostra pagina FB (www.facebook.com/VoceLuna), sia sul nostro sito www.voceluna.altervista.org.                         

D. Che cosa pensate del recente provvedimento di chiusura di cinema e teatri?

R. Come dicevo prima, è una grave battuta d’arresto per gli operatori dello spettacolo: dispiace soprattutto per il fatto che, statisticamente parlando, le sale cinematografiche negli ultimi mesi hanno registrato un bassissimo indice di contagi. Si rendeva necessaria una “stretta” dal punto di vista sanitario per circoscrivere le occasioni di incontro fra le persone e limitare la circolazione del virus, tuttavia ci auguriamo che cinema, teatri e sale di spettacolo possano tornare a veicolare cultura dal vivo al più presto.    

D. Come si può uscire, a tuo parere e da una prospettiva culturale, da questa ‘impasse’?

R. Non è facile rispondere a questa domanda. Probabilmente ciascuno di noi che operiamo nel settore della cultura ha un suo punto di vista sull’argomento e delle soluzioni diverse ma ugualmente valide. Forse sta proprio nel dialogo tra enti e associazioni, nello scambio e nella messa in comune delle idee che si può trovare la chiave di volta per affrontare e superare questo periodo. Al momento dobbiamo avere pazienza, provando a coltivare e mantenere vivo a distanza il rapporto con il territorio: facendo buon uso dei provvidenziali strumenti digitali a nostra disposizione, ma con la prospettiva, a medio e lungo termine, di ritornare ad organizzare eventi in presenza. Il contatto diretto con il pubblico, con le persone, è – a mio parere – imprescindibile.      

D. Quali sono i punti di forza e gli svantaggi di Alessandria dal punto di vista culturale?

R. Frequentando il mondo dell’associazionismo da quando – a marzo del 2013 – abbiamo dato vita alla Voce della Luna, mi sono resa conto di quanto fermento culturale covi sotto l’immagine tradizionale e un po’ scontata di una Alessandria grigia e sonnolenta, dove non accade mai nulla. In realtà i talenti e le idee ci sono, manca, a mio parere, la coesione e il senso di solidarietà fra le moltissime associazioni presenti in città, necessari per portare a termine progetti comuni e qualificare il nostro territorio anche al di fuori dei suoi confini geografici.              

D. Su quali progetti puntate per il 2021?

R. Il nostro obiettivo primario è tornare a organizzare eventi culturali e attività formative in presenza. Nell’attesa, daremo spazio a corsi e laboratori on line, con la speranza di poter fare ritorno al più presto in sala, tra le persone. A livello formativo e per quanto riguarda il settore della Media Education, nel quale lavoriamo, stiamo progettando di dare seguito al progetto “Immersi nelle storie”, che ci ha portati a lavorare in particolare con gli studenti di due istituti superiori cittadini, il Saluzzo-Plana e il Vinci-Nervi-Fermi. Contiamo di riproporre, in settembre, la Summer School sui linguaggi del cinema e dei media, per i ragazzi dai 14 anni in poi e gli studenti universitari. Abbiamo le nostre rassegne di punta, dall’Acit Film Forum con la proposta dei film in tedesco, a “Diritto di cronaca”, con le pellicole per la formazione dei giornalisti, da riprendere e proseguire. Personalmente, vorrei ritessere il filo rosso dei corsi e laboratori di cinema che propongo nelle Università delle Tre Età di Alessandria e Voghera, e continuare la promozione del mio ultimo libro, “Uno sguardo fatto di tempo”, dedicato al cinema di Edgar Reitz, uno dei registi più prestigiosi del Nuovo Cinema Tedesco degli anni Sessanta. Con qualche altra scrittura in cantiere, che mi auguro possa vedere la luce nel prossimo anno, e di cui non approfondisco per scaramanzia.                     

D. Che cosa vorresti dire a chi segue le attività della vostra associazione?

R. Di non perdersi d’animo, di continuare, appunto, a seguirci, perché il nostro contributo culturale, anche se limitato dalle circostanze, non verrà mai meno, sino a quando ci ritroveremo. Come recita il finale di una vecchia storia della tradizione Sufi: «Tutto questo passerà».