Congiunzione astrale? Racconto breve di Giovanna Fileccia

Dopo una serie di peripezie, compreso la lenta fila alla posta e la lunga attesa dal fioraio, arrivo in un luogo dove non vado volentieri. Respiro profondamente, scendo dalla macchina, mi abbraccio ai fiori e cammino per il viale di cipressi…

Sto lì il tempo che sto. Poi torno mogiamente in macchina, apro lo sportello, entro, giro la chiave nel cruscotto ma il quadro rimane spento. Non posso crederci! Giusto qui? Ma cos’è, un segno? Una congiunzione astrale? Un messaggio di chi so io? Di chi sai tu, noi, noi, tu, io…

Respiro profondamente un’ennesima volta. Non devo perdermi d’animo. Telefonino acceso e ricerca del numero del meccanico: “Signor V. buongiorno, sono T., senta ho un problema… la macchina fino a poco fa era perfetta e ora all’improvviso non dà piu segni di vita… Sono qui al cimitero… ok l’aspetto “.

Fin qui tutto bene, il signor V. mi rassicura: “Tra dieci minuti sono da lei” mi dice. Attendo un’ora con il cofano aperto.

Ma non è questo il punto. Mi spiego: mentre siedo sul sedile, con la gamba sinistra che sporge dallo sportello aperto e il cofano spalancato con il motore in bellavista, osservo l’andirivieni della gente che compra i fiori nel gazebo dello spiazzo, seguo con gli occhi chi entra e chi esce con stracci e secchi, e ascolto chi si ferma e parla del tempo e di ‘sta camurria di Covid… In un’ora hai voglia di cose ho visto e sentito nel posteggio del cimitero! Tra pochi giorni è il due novembre e tutti passeggiano per quel viale di cipressi che.

In un’ora avrò visto una cinquantina di persone eppure a nessuno, neanche al fioraio stesso, è minimamente passato in mente di chiedermi se casomai, putacaso, forse, magari, chissà, visto il cofano aperto, dico, chiarissimo segno evidente di guasto, se per caso, insomma, avessi bisogno di qualcosa.

Mi chiedo: forse la mascherina ci nasconde così tanto, da dare l’impressione che l’altro di fronte a noi sia trasparente?

Dopo aver osservato i visitatori entrare e uscire dal viale dei cipressi finalmente mi viene incontro una donna che, non ci posso credere!, mi ha riconosciuto. Credetemi quando sinceramente vi dico che è grazie a lei se il pomeriggio da grigio spento si è colorato di un bel giallo e un confortante azzurro.

C’è speranza, sì, e c’è certezza, così come c’è mancanza…

N. 1 #RiflessionCovid di Giovanna Fileccia

30 ottobre 2020

(Ogni riferimento a persone o a fatti è puramente cusuale)

Foto di Fabrizio Di Mercurio Veduta dal cratere di Vulcano

https://giovannafileccia.wordpress.com