Mio padre è morto.
Non era vecchio ma già
s’incamminava.
Era il mio vecchio
amico sì, da quando
io giovinetto,
scoprivo in lui un compagno
la sera, il lavoro finito.

Adesso, all’ombra bassa
fra gli alberi, sotto le stelle
sento la vita farsi
più lenta e malinconica.
Eppure è qui la stessa
delle mie sere accese.
E’ la stessa che corre
e torna in bei fanciulli.

SANDRO PENNA, 1957

Due ottave anomale, per l’assenza delle rime, e per i versi di varia lunghezza, dal quinario al novenario; prevalgono i settenari. Penna sceglie il passato prossimo, ma il padre morì nel 1943, quando il poeta aveva 37 anni. La poesia è un ritratto, frutto del ricordo. ‘s’incamminava’, si avviava; vecchio, iterato; ‘il lavoro finito’, calco dell’ablativo assoluto latino; ‘la vita lenta e malinconica’ quella senile; ‘le mie sere accese’: è lui, Penna. Lirica affettuosa: padre vecchio amico compagno; delicata, senza zucchero né retorica.