Alfredo Monaco. Medico. Covid 19: Aggià murì à casa

Aggià murì à casa

Come il #comico, #dopoilcomico Carlo Verdone, ci è arrivato anche l’uomo che porta il nome della storica azienda di Rescaldina, ed ha elaborato una cura. Per intenderci, quello che fa il professore in Tv mentre gli studenti aspettano le sessione di esame, lui che fra una paparazzata nell’Hotel della moglie e la sponsorizzazione delle cravatte, passa una notte #insonne, facendo così il paio con l’Albertino piemontese.

Mi fa quasi tenerezza, perché ha trascorso la notte insonne, a lavorare.

Cosa ha fatto di miracoloso, quante vite ha salvato? Ha valutato EGA, esami, TAC e somministrato ossigeno con CPAP?

Nulla di tutto questo.

Ha fatto una teleconferenza con i Medici di Medicina Generale di Genova (tutti?) ed ha partorito, #uditeudite,

#ilprotocollo, #lacuradomiciliarecovid19.

Sembra una buona notizia, vero?

Leggete e prendete bene appunti, che lo commentiamo insieme:

Eccolo #ilprotocollo delle cure domiciliari di soggetti positivi a SarsCoV-2:

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1- Casi asintomatici:

o Nessuna terapia

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2- Casi con sintomi lievi (febbre non superiore a 38°C e/o lieve sintomatologia respiratoria e/o mialgie)

o Terapia sintomatica (es: paracetamolo, ibuprofene o acido acetilsalicilico in assenza di controindicazioni)

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3- Casi con sintomi moderati (febbre persistente > 38.5°C per 96 ore con tosse e con dispnea da sforzo, ma saturazione dell’ossigeno a riposo in aria ambiente ≥ 93% oppure ≥ 90% in pazienti con patologie polmonari croniche )

o Terapia sintomatica (es: paracetamolo, ibuprofene o acido acetilsalicilico in assenza di controindicazioni).

o Eparina se  età> 60 anni, ridotta mobilità o presenza di altri fattori di rischio

o Antibioticoterapia da valutare caso per caso in base all’impegno polmonare (da non avviarsi all’esordio dei sintomi, ma in caso di sospetta sovrainfezione batterica)

o Cortisone  indicato solamente dopo 5-7 giorni dall’esordio dei sintomi ( da evitarsi in chi non presenta segni di compromissione respiratoria)

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Hai letto bene?

E’ tutto chiaro?

Bene, analizziamo la cura del barbetta genovese.

Sul punto 1- c’è poco da dire, se non che pecca nella “osservazione” costante del paziente: sei Sars-CoV-2 positivo e non hai sintomi, nessuna cura. Ma chi ti guarda, e come? Boh.

Sul punto 2-, i casi con sintomi “lievi”, qualche suggerimento lo dà.

Hai un pò di febbre? La nonna ci darebbe il Paracetamolo, l’acculturato professore aggiunge anche l’aspirina, sempre che non sia controindicato e possa far male, s’intende.

Ancora non ci dice nulla su come fare l’osservazione di queste persone. Lascia sottinteso che non “meritano” uno straccio di esame di laboratorio o radiografico.

Analizziamo il punto 3-, casi con “sintomi moderati”, come li definisce lui, che sono febbre persistente > 38.5°C per 96 ore con tosse e con dispnea da sforzo, ma saturazione dell’ossigeno a riposo in aria ambiente ≥ 93% oppure ≥ 90% in pazienti con patologie polmonari croniche…

Hai letto bene?

Con una patologia a rischio evolutivo letale e velocissimo il professore definisce “moderata” una febbre superiore ai 38,5° C  non per uno, non per 2 o 3, ma almeno da 4 giorni e notti. Non basta, ci deve essere anche la dispnea da sforzo che, per farla in breve, è l’affanno da fame d’aria dopo 3-4 gradini. Per questi pazienti, queste persone, introduce anche il parametro della quantità di ossigeno disciolta nel sangue il cui valore è il discrimine per aver accesso alla cura miracolosa fatta con il solito Paracetamolo della nonna con aggiunta di Eparina. Ma devi avere più di 60 anni o fattori di rischio trombotico. Io per esempio faccio 60 anni fra un mese, l’eparina non me la da anche se divento blu sulle scale. Su questo punto mi permetto di correggere in prof: ha scritto Eparina, ma intendeva quella a basso peso molecolare, che si inietta nel sottocute. Eparina, come l’ha scritta nel suo protocollo, si pratica in infusione venosa, sotto costante controllo Medico e di Laboratorio, in regime di ospedalizzazione.

Ma è un refuso che gli perdono per la “stanchezza” delle ore notturne dopo il duro lavoro in TV.

Entriamo poi nel “vivo” della terapia: antibiotico “caso-per-caso”, mai all’inizio dei sintomi ma in base all’ #impegnopolmonare ed al #sospetto di #sovrainfezionebatterica. Questi ultimi 2 elementi meritano attenzione particolare: quello che chiama #impegnopolmonare è la temutissima #polmonitecovid19, quella che rischia di mandarmi al creatore, e lui mi tiene a casa, a “schiattare” quanto meno di paura se non di #covid19. Ma poi gli chiedo: chi la fa la diagnosi di #impegnopolmonare ed in quale grado di impegno? Il Medico di Medicina Generale con la sfera di cristallo? L’evidenza delle dimensioni dell’ #impegnopolmonare la fornisce la radiologia con la radiografia se non addirittura con la TAC. Anche l’ecografia è di grande aiuto, ma come fa questo Medico a capire quanto è impegnato l’interstizio del polmone?

Il secondo punto focale è il #sospetto di #sovrainfezione batterica.

Nell’epoca della Medicina dell’Evidenza, facciamo terapia sul #sospetto.

Fare una radiografia? Due esamini del sangue, che sò, una formula leucocitaria, gli indici di flogosi, valutare la coagulazione?

Con questo criterio si butta al ce**o ogni criterio scientifico e si torna all’era dello #stregone

Ma lui è il professore…

In soldoni ci dice che un malato con febbre alta da #quattrogiorni, e sottolineo #quattrogiorni, semi cianotico, con l’affanno, con una #polmonitecovid19, avrà un antibiotico solo se c’è il #sospetto di #sovrainfezione da batteri.

Infine la panacea, il #cortisone!

Quello che tutti aspettavamo di sentirci dire, il #cortisone. Ma nota bene, i sintomi devono avere almeno una stagionatura di 5-7 giorni e devono esserci i segni della compromissione respiratoria.

Ha ribadito quindi il concetto della valutazione respiratoria che, evidentemente, va fatta con il pendolino o la sfera di cristallo considerando che a casa le radiografie o gli esamini del sangue che ho immaginato lui non se lo sogna nemmeno di farmeli a casa.

Aggià murì!

Ah, però ha messo a disposizione gli infettivologi in consulenza telematica.

Mi chiedo: a che ca**o mi serve questa consulenza se una cura non c’è?

Il #sospetto di #sovrainfezione ce l’ho da solo, e nessuna consulenza telematica può confermarlo, così come la #polmonitecovid19, l’impegno polmonare, me la conferma il radiologo, non l’infettivologo.

Questo mi servirebbe per un antivirale, che non c’è nello schema!

Hai notato infatti che non esiste assolutamente nulla per combattere il virus direttamente?

Non uno straccio di antivirale, un anticorpo da plasma o una qualsiasi molecola che possa avere una efficacia più o meno diretta di contrasto al virus.

Nulla!

Rileggilo con molta attenzione il #protocollo del professore e se togli i fronzoli scientifici, scopri che è la cura della nonna, senza alcuni rimedi che forse potrebbero avere perfino un senso.

La nonna ci avrebbe forse dato delle cipolle come anti-ossidante naturale e l’aglio, considerato nella cultura popolare un antivirale ed antisettico potente.

Nulla.

Meno dell’aglio.

Facci caso, è la cura che ha suggerito Carlo Verdone a Carlo Conti quando ha detto in diretta TV di avere il #covid19.

Il professore ha fatto la nottataccia per scrivere, nero su bianco, la cura del #comico e che, in ogni caso, i Medici di Medicina Generale da mesi prescrivono e denunciano come insufficiente.

Ma una domanda a te che leggi voglio farla, non al professore che ha chiari meriti per occupare la cattedra universitaria e gli schermi TV, proprio tu, ed ovviamente ti auguro mai: avessi febbre alta per 4 giorni e notti, con forte affanno respiratorio, ti sentiresti al sicuro con una cura così?

#condividi, te ne sono grato