Il racconto si snoda tra passato e presente, nelle vicende familiari del protagonista e dei personaggi che lo circondano.
Nella sua mente i ricordi si accavallano lasciandolo con il dubbio della percezione del reale.
Confondendo e sviando il lettore da una possibile soluzione, lo scrittore gioca bene a mischiare presente e passato, realtà e alterazione della stessa.
Le visioni delle vicende adolescenziali portano a delle supposizioni nel lettore che verranno stravolte, scoprendo quello che si cela dietro una facciata familiare. Il suo nucleo mosso da finta normalità, nasconde una realtà alternativa, il protagonista assorbe le informazioni e non le somatizza rimanendo nell’oblio dei pensieri distorti nell’età adulta.
Un racconto ben strutturato, in un continuo bilanciarsi il lettore riesce districarsi e farsi un’idea propria guidato dallo scrittore.

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Cosa si nasconde dietro il quadro di un noto pittore? Chi è la donna che vi è raffigurata? Per rispondere a queste domande Scalisi porta l’autore del quadro al capezzale del padre morente per fargli rivivere, attraverso ricordi e mezze confessioni, l’arco della sua esistenza dalla fanciullezza sino al fatidico giorno in cui, pennello alla mano, creò la misteriosa donna, “ispiratrice” di quella e di tante opere. Il quadro emerge dai racconti dei due uomini, a cui spesso si aggiunge la voce di Aldo, ambiguo amico da tutta la vita del più anziano, che trascina il lettore con il suo non-detto o accennato e poi ritirato, sino alle ultime pagine in cui la sua inclinazione acquisterà diritto di cittadinanza e smetterà di essere un sospetto. Oltre ai misteri legati ai gusti di Aldo, ne covano di ben più incandescenti sotto la cenere del focolare domestico che con la vita del patriarca va spegnendosi, il libro infatti non tarda a rivelarsi come uno scottante spaccato di una famiglia il cui motto potrebbe essere benissimo “vizi privati, pubbliche virtù”, con un intrecciarsi di adulteri trans-generazionali, e con un sospetto di relazioni inconfessabili che sempre aleggia tra le pagine e si insinua nelle vite apparente-mente felici della famiglia Camerini. Tratteggiare maggiormente tali relazioni significherebbe togliere molto del gusto alla lettura del libro, che invece merita tutta l’attenzione del lettore.

Giuliano Brenna.