STORIA DI ORDINARIA COVIDDIA, Paolo Borasio

Alessandria today: Condividiamo e pubblichiamo questo post dal profilo Facebook dell’Assessore Paolo Borasio, in quanto riteniamo possa essere un messaggio utile per tutti quelli che per vari motivi ritengono che il Covid 19 sia un invenzione inesistente.

Ebbene si.

L’ho preso anche io.

Nonostante l’uso della mascherina, nonostante il distanziamento sociale, nonostante il rispetto delle regole.

Come vedete non basta rispettare le regole se non le rispettano anche gli altri: perchè se io porto la mascherina ma un altro gira senza (o con la mascherina abbassata o riutilizza la stessa più volte senza sostituirla), il virus me lo posso prendere tranquillamente.

Ho pensato a lungo se scrivere o meno questo post.

Poi ho deciso che il mio ruolo mi imponeva di scriverlo, perchè compito di chi amministra è quello di informare ma anche di raccontare sé stesso perchè, in barba alla poca trasparenza di cui viene spesso accusato chi fa politica, è invece giusto far capire che dietro al politico o all’amministratore (io mi considero da sempre poco politico e molto amministratore… e chi mi conosce lo sa…) c’è una persona che vive e soffre come tutti.

Ho pensato di essere immune.

Che non me lo sarei mai preso.

Che usando i dispositivi di protezione non mi sarebbe successo niente.

Invece eccomi qui.

Da 16 giorni blindato in casa.

Quando 16 giorni fa mi è venuta la febbre, ho pensato che “sicuramente” era influenza. Una semplice, banale, influenza.

Ho pensato: “dai Paolo, due-tre giorni e sei in piedi come tutte le volte che prendi l’influenza”.

Si certo come no.

Febbre quasi a 39, tosse allucinante, mal di gola, mal di testa, dolori in tutto il corpo, una stanchezza incredibile….

Chiamo il medico di base, la Dott.ssa Gabriella Camurati che non posso che ringraziare per il fatto che, come sempre, mi ha curato benissimo.

Mi dice: prova a prendere l’antibiotico, l’azitromicina, vediamo che succede.

Era venerdì.

Alla domenica la febbre era ancora a 38.

Inserimento immediato nella piattaforma regionale con richiesta di tampone e via in isolamento fiduciario.

Ci portano un saturimetro che ho imparato, in questi giorni di covid, che è più importante del termometro per misurarsi la febbre.

Se la presenza dell’ossigeno nel sangue scende sotto i 92, bisogna andare direttamente al pronto soccorso.

Da quel momento ti viene l’ansia anche se stai malissimo.

Pensi alle persone che hai a fianco, a quelle con le quali sei stato in contatto, ti vengono mille paure.

E se fosse Covid?

E se la saturazione scende sotto i 92?

Oddio e se mi devono ricoverare e mettere uno di quei caschi?

Per me che soffro di claustrofobia sarebbe il massimo.

E come per incanto, appena inserito sulla piattaforma regionale ecco che anche la mia compagna manifesta i sintomi del Covid… febbre alta, tosse, mal di testa etc..

Mi viene un colpo…

E se avessi il covid davvero?

L’ho attaccato anche a lei. Ovvio.

Panico.

Al lunedi mattina, il suo medico decide di inserire anche lei nella piattaforma regionale e di chiedere il tampone.

Al martedì vengono a farci il tampone a domicilio.

Non è il massimo farsi infilare 10 cm di tampone nel naso ma a quel punto sopporti qualunque cosa.

Nel mentre la mia febbre si era attestata intorno ai 37,1, 37,3 ma in compenso avevo tutti gli altri sintomi e stavo malissimo.

Penso di aver misurato la saturazione del sangue ogni 4-5 ore.

Sono arrivato ad avere anche 93, molto vicino al limite per chiamare l’ambulanza.

Avevo il terrore negli occhi come mi racconta sempre Giulia.

Nel mentre che la mia febbre si abbassa, la sua è sempre alta.

Ci curiamo a vicenda, per come possiamo.

Al venerdì arriva l’esito: entrambi positivi al covid.

Devo dirvi che la sensazione di saperlo è brutta… non sei pronto e non te lo aspetti… nel profondo del tuo cuore nutri sempre la speranza che non lo sia davvero.

L’indomani guardando il tg che sciorinava come sempre i numeri dei nuovi positivi, abbiamo esclamato “pensa ci siamo anche noi tra quei 35000 nuovi casi”.

Che fortuna (sic!).

Senza tediarvi oltre, vi dico che pian piano la febbre è scesa fino a scomparire.

In compenso tutti gli altri sintomi ce li siamo tenuti a lungo.

A me è pure venuta una bella dose di catarro nei bronchi che ho curato con l’aerosol.

Ho sudato freddo per giorni sia al mattino che al pomeriggio verso le 17… ho cambiato più magliette madide di sudore in questi giorni che in tutta la mia vita.

Questo virus ti lascia un profondo senso di stanchezza… non riesci a stare in piedi se non per pochi minuti senza sentirti distrutto.

Oggi è il primo giorno senza sintomi (dopo 16 lunghi giorni) e per questo vi scrivo.

Perchè sono guarito e mi sento meglio.

Nota di colore: questo virus ti cambia il sapore delle cose che mangi o bevi.

Il caffè assume il sapore di una tisana detox al cardo mariano, la torta alle mele fatta in casa sembra un mappazzone assolutamente privo di zucchero.

Ah, vi assicuro che non è colpa di Giulia che fa un caffè ottimo e un’altrettanto ottima torta alle mele (il virus è passato, ma lei cucina ancora… quindi mi capirete!).

Da questa esperienza ho imparato tanto, pure quanto sia fondamentale nella vita avere un saturimetro da cui dipende l’essere o meno ricoverato in ospedale.

Ho passato momenti molto difficili, con dolori forti, il respiro corto, una tosse allucinante.

In quei momenti ho odiato con tutto il cuore i negazionisti, i riduzionisti, coloro che pensano che questo virus sia una cavolata, quelli che non mettono la mascherina, quelli che si credono più furbi degli altri, i saccenti e i coglioni che, purtroppo, sono in gran numero.

A tutti coloro auguro di non doversi mai trovare a guardare con ansia un saturimetro mentre i valori scendono rapidamente e si avvicinano alla soglia fatidica “92”… sempre ammesso che sappiano contare fino a “92”.

Mettete la mascherina e invitate a metterla chi non ce l’ha.

Aiutatevi ed aiutate gli altri ad impedire il propagarsi del virus: perchè all’ospedale di Alessandria, se non lo sapete, attualmente ci sono 250 ricoverati per Covid di cui 100 tra terapia intensiva e subintensiva ed è al limite delle sue possibilità.

Un abbraccio virtuale a tutti.