Racconti della Controra

Il mondo è cose attaccate a sputi di coscienza. Oppure il mondo è cose attaccate e basta, che pian piano si scollano fra loro. 

Estasi nella crepanza bruna dei tuoni, ogni ruggito è terrificante e pura bellezza. I lampi sono battiti di ciglia elettriche, sono le crepe del bussare di qualcuno che vuole entrare nella cupola del mondo. Bussa adesso nel guscio di nuvole e argilla grigia.

Conservo un ragno violino nella mia fessura. Pare sibilare un alito di freddo, quieto e inquieto, impalpabile fra le fessure di questo e quest’altro spazio lassù, là dietro, qui dentro. Mi hai detto che è pericoloso, devo farlo fuori, ma è il mio tesoro adesso, è il piano B della vita. Un morso raro che possa finalmente tagliare le mie mani, che non debbano fare, non debbano creare mai più.

Sono le opere migliori quelle mai compiute. Sono pure, idee eteree che sopravvivono…

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