All’apparenza Fabrizio è un uomo soddisfatto di sé, equilibrato, con una vita normale… è riuscito a mascherare così bene il suo segreto che nessuno, neanche il fratello, neanche gli amici di sempre lo hanno capito. Qual è questo segreto? In realtà Fabrizio la vita non la ama per niente, non riesce a godersi nulla di tutto ciò che di buono gli accade intorno; è roso e annebbiato da un malessere atavico e profondo che gli fa vedere tutto nero.

Da tempo ormai il suo unico pensiero è farla finita, il suo unico obiettivo è trovare un modo per chiudere con la vita. Quando “finalmente” si è deciso e sembra aver trovato il coraggio, non prova la sperata gioia della liberazione… perché? Dipenderà forse da Antonella, la vicina così bella e simpatica che ha conosciuto da poco e con cui c’è stato subito feeling? O forse è per l’amico Biagio che ha un tumore e, anche se avrebbe davvero motivo di essere disperato, non si arrende alla morte? Fabrizio non lo sa, ma mentre annaspa nell’acqua gelida non può fare a meno di seguire l’istinto e di provare a sopravvivere.

Da questo momento tutto è confuso, altalenante, spazio e tempo si mescolano, i ricordi e gli eventi si fanno sfuggenti… ce la farà, Fabrizio, a riemergere e riappropriarsi di quella vita che ha tanto bistrattato? Evanescente depressione è un romanzo popolare, che narra con parole semplici una quotidianità tangibile, una realtà purtroppo comune a molti.

La prosa di Salvatore Scalisi è immediata e schietta, lo stile è scorrevole, i dialoghi ricordano il fumetto, le scene si susseguono come fotogrammi di un film in cui l’ombra grigia del male di vivere turba una giornata altrimenti splendente.

Un racconto interessante, quello di Scalisi, che ad un certo punto si biforca ponendoci davanti a più alternative… spetta a noi operare una scelta, così come spetta a noi scegliere come vivere la vita, l’unica e sola che ci è toccata in sorte.

IL Simposio DEI Lettori