Alessandria: Per spiegare le teorie e le pratiche dell’Ecologia Sociale sabato 21 novembredalle ore 17,30conferenza on- line con Selva Varengo,autrice del libro “LA RIVOLUZIONE ECOLOGICA, Il pensiero libertario di Murray Bookchin”: edito dalla casa editrice ZERO IN CONDOTTA.In diretta sulla pagina Facebook del Laboratorio Anarchico

PerlaNera:
L’UTOPIA CONCRETA: L’ecologia Sociale
SELVA VARENGO è dottore di ricerca all’università degli studi di Milano, studiosa del pensiero politico contemporaneo, si occupa principalmente di anarchismo, ecologismo, e questioni di genere.


Ha pubblicato diversi saggi e anche il volume “Pagine anarchiche, Petr Kropotkin e il mensile FREEDOM”.L’ecologia sociale esposta e propagandata dal pensatore Murray Bookchin  diceva in maniera chiara: “l’unica soluzione possibile al disastro ecologico è la trasformazione radicale della società contemporanea in senso libertario, eliminando il dominio di un essere umano sull’altro e cancellando il principio stesso della dominazione. La questione ecologica è quindi inscindibile dalla questione sociale”.Le idee di Bookchin hanno anche influenzato positivamente il progetto sociale che si sta attuando in questo momento in Rojava.


Che ci sia un legame profondo tra il nostro tenore di vita, le nostre abitudini sociali e alimentari e questa pandemia, non necessariamente nelle cause, ( anche se, ormai la maggior parte degli studiosi ritengono probabile che il passaggio di questo virus dagli animali alla specie umana sia dovuto agli allevamenti di bestiame a ridosso delle foreste) ma quanto meno del suo estendersi in maniera esponenziale è un fatto innegabile, in base alle osservazioni fatte, pare che l’inquinamento atmosferico nelle metropoli incida fino al 20% sull’incremento della pandemia.

Così come è innegabile che l’attuale disastro ambientale non si risolva semplicemente (come vogliono farci credere) con toppe grossolane, mantenendo questi rapporti sociali e queste priorità.

Mantenere questo tenore di vita, e questi rapporti sociali, anche con un energia più green , comunque, mettiamo a serio repentaglio, non tanto la vita del pianeta, la natura si può evolvere anche senza la specie umana, le piante non hanno necessariamente bisogno di ossigeno, e sicuramente alcuni animali potranno vivere, ma la vita stessa della nostra specie, non rendersi conto di questo è come voler costruire una casa sopra fondamenta profondamente marce, perché questo paradigma culturale è marcio fin dalla sua base.

Necessita dunque un cambiamento radicale dei nostri paradigmi, non certamente negando il progresso o le scoperte scientifiche, ma slegandoli dal dominio degli interessi del capitale e dello stato.

Rivalorizzando l’osservazione scientifica, tenendo presente che le scoperte dell’essere umano non devono porsi come corpi estranei al proprio ambiente, uscendo, ad esempio, da una medicina dove l’uomo è curato non nella sua integrità ma a pezzi, come le macchine, rivalorizzando l’artigianato e l’agricoltura non intensiva, ponendosi insomma in maniera propositiva in termini individuali e collettivi, non più seguendo logiche verticali, e verticaliste, ma orizzontali, non gerarchiche.

Proprio per queste ragioni oggi assistiamo alla diffusione e al riproporsi su scala mondiale di un progetto di autogestione della vita.
L’autogestione oggi non è solo una proposta politica del movimento anarchico ( che ne è da sempre il propugnatore) ma è anche una pratica ecologica sociale, grazie sopratutto (ma non solo) alle teorie dell’ecologia sociale esposta e propagandata dal pensatore Murray Bookchin