La scrittrice Federica Vanossi si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia e i romanzi della scrittrice Federica Vanossi, della quale in seguito pubblicheremo anche un intervista in esclusiva per il blog.

Sono Federica Vanossi, vivo a Torino ma sono italo-greca.

Mia madre era ateniese, però il cognome rimanda all’isola di Cefalonia e ne era fiera, come tutto il suo popolo.

Dall’unione tra un’ateniese e un valtellinese sono nata io, terza di quattro sorelle e spesso mi sono chiesta quale fosse la mia vera patria, ne volevo una; a Torino ero la greca e ad Atene l’italiana. Desideravo un cento per cento e non comprendevo quanto fossi fortunata e ricca di emozioni in due lingue, così abbondante di amore da poterne elargire a piene mani sia nella splendida terra in cui sono cresciuta e ho avuto due figli, che in Grecia, dove scappo ogni volta che il peso della nebbia torinese si fa beffa della nostalgia.

Dopo aver scritto tre romanzi: “Sonata a quattro mani”, “Tu ami i Bosai, io li detesto”, “Ad ogni stantuffo riempito d’inchiostro”, che analizzano questa dicotomia, mi sono data una risposta, una che possa accontentare i sogni descritti, seduta sulla rocca del Partenone e quelli dipinti, passeggiando tra i fiori del giardino botanico al Valentino.

Sono nata a Torino e dopo il liceo classico ho deciso di intraprendere il corso di studi universitari in Lingue e letterature Straniere Moderne.

Dopo la prima laurea ho continuato gli studi, terminando il corso triennale di giornalismo.

In seguito mi sono dedicata all’insegnamento privato e pubblico, scegliendo il primo dopo il duemila e tre, per seguire entrambi i miei figli nel corso degli anni.

Ho pubblicato tre romanzi e spero di presentare presto il quarto, terminato ma ancora in fase di correzione e alla ricerca di un diverso editore.

Ho chiuso ogni rapporto con il secondo editore perchè la punteggiatura è stata modificata da persona troppo giovane, non del campo e senza dubbio incapace.

L’ultimo romanzo è scritto in terza persona, cercando di eludere l’autobiografismo che, in realtà è presente con estrema naturalezza.