Salve lettori, Natale sta arrivando e in questo periodo davvero difficile la sola compagnia che ci può scaldare è quella di un libro. Oggi vi parlo di:

“Le donne del fiume” di Tala Masca.

Perla rara per la sua poetica descrittiva, travolge il lettore come un fiume in piena. Fin dalle prime righe possiamo notare la proprietà di linguaggio della scrittrice, il suo sapere profondo del significato delle parole. Esse si chiamano, si anticipano e in questa danza lessicale il lettore viene rapito dalle immagini che si formano, proprio come in un cortometraggio, le scene prendono vita, fluiscono e invitano il lettore a seguire la corrente. Le parole così cariche di vitale influenza scatena un concatenarsi di emozioni, trasudano una mentalità difficile da dilaniare, le sue radici sono così forti da separare e dividere l’amore. 

Amore innato, forza impetuosa, simbolico, carnale, sensuale, ramificato nella mente che va oltre il tempo e lo spazio. Nei personaggi si traduce in una frustrazione che scorre nelle vene per non essere liberi di renderlo pubblico. 

L’amore al centro e i suoi personaggi si muovono attorno.

 “L’amore che muove il sole e le stelle” scrive Dante. 

Si i personaggi disegnati dalla mano di Tala Masca hanno caratteristiche molto forti, ed è l’amore a muoverle,  loro si nutrono di codesto sentimento: altruistico e al contempo egoistico, mistico al contempo reale.  Veniale e al contempo limpidamente modesto.

Carnefici e vittime del loro stesso pensiero arcano e immutabile. Prigionieri di un’idea fondata dai dettami di una società: spregevole con i deboli, giudice spietata del diverso pensiero. Pur sembrando non dar peso al giudizio altrui, i personaggi cercano un modo per essere accettati e soffrono per come vengono giudicati. 

Le parole fanno da cornice ad un luogo bucolico, la Sardegna all’interno degli elementi atmosferici che esaltano la sua bellezza naturale. Un realismo teatralmente visivo, che sveglia gli altri sensi, trasportati in questo luogo di miti e leggende il lettore diventa parte integrante del romanzo. La forza delle immagini si traducono nel corpo del lettore attraverso brividi per il potere che hanno le parole scritte. Potere che solo L‘amore in ogni sua forma può arrivare a sciogliere il cuore di ogni animo che si accinge alla sua profonda lettura.

Un viaggio nei sensi, nella paura innata del sacrificio più recondito di sé stessi.

Trama:

“In Sardegna, dove il potere matriarcale ha messo in riga la prepotenza dei padri, le figure femminili più forti stanno tra realtà e mitologia. Le Bruje e le Coghe si aggirano come donne normali, influiscono su scelte e decisioni, ma possono prendere forma animale e spostarsi da un luogo all’altro in un battito di ciglia. Il cattolicesimo, con lo scopo di sottometterle, le ha relegate al ruolo di strega malvagia, ma il nostro retaggio pagano le ha mantenute sacre.  
 
Diego è un uomo di successo, indipendente dalla sua famiglia d’origine e felicemente sposato con Monia, che ancora lo attrae dopo dieci anni di matrimonio. Il giorno del suo trentaseiesimo compleanno, tuttavia, la vecchia cicatrice che gli deturpa il fianco inizia a bruciare come fuoco e una donna fino ad allora sconosciuta gli compare nella memoria prendendo possesso dei suoi ricordi più remoti. Si trova poi costretto a tornare a casa per la morte del padre, ma soprattutto per ritrovare questa donna che lo attira nel luogo natio da cui era fuggito quasi vent’anni prima: un paese rurale ricco e silenzioso, in cui un lungo muro di fango, paglia e pietre dietro la chiesa parrocchiale funge da barriera alla dissoluzione. Sono due le donne che hanno vissuto oltre questa chiusura: le donne del fiume.”

Buona Lettura

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