CARO LUOGO

Vagammo tutto il pomeriggio in cerca
d’un luogo a fare di due vite una.

Rumorosa la vita, adulta, ostile,
minacciava la nostra giovanezza.

Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli,
quanto silenzio sotto questa luna.

UMBERO SABA, 1943.

Lirica di tre distici, endecasillabi piani, anomali perché privi di rima, tranne l’estemporanea una/luna. La coppia cerca un luogo ove scambiarsi tenerezze. Lo troverà sotto la luna. Poesia fatta di niente, leggera, delicata, impalpabile; affascinante. L’esclamazione dell’ultimo verso ricorda uno stilema dei madrigali del Tasso.