Federica Vanossi: GIROTONDO

Sono attimi di disorientamento, come un girotondo sempre più veloce, fino a quando gira la testa. 

Non importa se vacilli: continua la danza e quel moto circolare con le braccia distese per aumentare lo stato d’incoscienza e di estasi, ritarda i pensieri, sotterrandoli nella sabbia ancora tiepida dell’estate passata.

La musica di sottofondo è il respiro che aumenta ad ogni rotazione e segue il desiderio di non sentire altro che il silenzio di note che seguono a pause, di note che rendi ovattate come se schiacciassi il pedale tonale di un pianoforte. 

Il metronomo di questo concerto ad una voce sola  sono i battiti di un cuore che canta più forte, quando riconosce una voce oltre il mare.

Nella solitudine di un anfratto nascosto ai più, si osserva il cielo che cambia colore, veloce come il gioco del girotondo infantile, memore di un passato in cui vivere era scandito da grida di gioia nel cortile sotto casa, o nei prati che costeggiavano il Lungo Po.

Giro, giro tondo, quanto è bello il mondo! Chi cantava a voce alta, diventava re o  regina per un giorno e chi restava in piedi, sulla strofa del “tutti giù per terra”, pagava pegno.

Non si volevano perdenti e, con le mani salde in quelle del vicino, ci si spingeva sull’erba nello stesso istante. 

Tutti primi, tutti campioni, per non ferire, per non smettere di ridere a crepapelle.

Ora, lontano da quei giorni, si mette in scena lo stesso spettacolo, ma il personaggio principale è uno solo.

Gira, gira e gira ancora, fino a quando le gambe si arrendono   e chiedono riposo, sprofondando nel terreno morbido che lambisce una cartolina marina.

Giù per terra, da sola, senza tristezza per non aver ascoltato e in tempo per cibarsi di un tramonto che il fiato lo toglie, non per aver roteato a lungo ma per un ‘immagine che pare schizzata fuori da una tela di un pittore, per arrivare fino a te.

Silenzio! Non voglio sentire altro.

Silenzio! Parlo io, senza parole, senza suoni, solo con gli occhi, che più neri non si può.

Silenzio!

Federica Vanossi