Cari amici di Alessandria Today, oggi è con noi una donna dotata di grande fascino e autrice di un libro di racconti brevi: lei è Isabella Rosa Pivot, e il libri, edito da Effedì, si chiama: “Non ho tempo. Racconti per trovarlo”. Ma andiamo a conoscerla meglio…

Ciao Isabella Rosa, grazie per aver preso del tempo per rispondere alle mie domande. Ma parlaci un po’ di te, chi sei e cosa fai nella vita? Sono una scrittrice, una copywriter, una giornalista,una presentatrice e speaker radiofonica. Mi definiscono cinica, ma sono anche assai dolce; decisamente femminista e, anche se non si direbbe… Molto nerd e rock! Il mio lavoro muta ogni giorno, a seconda dei progetti che devo realizzare. In passato, sono stata – tra le tante cose – una consulente investimenti, una traduttrice, un’imprenditrice e un’insegnante, lavoro che adoro e spesso riprendo con entusiasmo… Ora però mi dedico prevalentemente alla scrittura, in tutte le sue sfumature. Nel tempo libero, invece, insegno spinning e sono istruttrice di BodyBuilding. Ovviamente, A-DO-RO leggere, soprattutto saggi, romanzi psicologici e fantasy.

Dicci, come si chiama il tuo libro e come è nato? Il mio libro si intitola “Non ho tempo. Racconti brevi per trovarlo”. Ho sempre sognato di diventare una scrittrice, ma rimandavo in continuazione un’eventuale pubblicazione, in attesa di studiare maggiormente e meglio le tecniche di scrittura. Quando però mi sono trovata a Bruxelles per lavoro, l’ispirazione era troppo forte per non riversarla: ho iniziato a scrivere dei racconti, che riprendessero come dei flash delle emozioni che provavo in un determinato momento, senza però descrivere i fatti reali, ma modulando una storia fittizia che richiamasse in ogni caso quei sentimenti al lettore. Come per gioco, ho deciso di imitare lo stile degli scrittori che più amavo, scegliendone uno a racconto.  Li pubblicavo sui Social e notai subito che venivano apprezzati per la loro brevità ed intensità: le persone mi sottolineavano quanto fossero piacevoli per un piccolo break nella quotianità. Tra questi v’era Sergio Negri, un amico professore che mi scrisse in seguito la Prefazione e che decise di promuovermi alla sua casa editrice Effedì Edizioni.

Perchè proprio un libro di racconti? In terza media, la mia insegnante di Italiano, mi invitò a rinunciare alla scrittura perché mi riteneva troppo prolissa: negli anni mi sono dunque allenata nella sintesi… Ed eccoci qui! Scherzi a parte – la storia è vera, comunque – mi piace l’idea di poter dare dei “flash” fulminei, come uno scatto fotografico. Il lettore, in poco tempo, ha un’immagine ben delineata e ricca di emozioni che magari contrastano con le sue di quel momento. Sarà poi lui a modulare un eventuale “prima” e “dopo” con i suoi pensieri e le sue esperienze; in una creazione di fantasia continua e reciproca tra me e lui, che mira a far riflettere sulle diversità che ci circondano. O, almeno, questo sarebbe il mio desiderio, ciò che aspiro a realizzare con i miei racconti brevi.

Che accoglienza ha avuto fino ad ora? Direi ottima! Nel mio piccolo e per me, è stato un successo. L’ho presentato a Torino, Roma, Napoli, Venezia, Bruxelles e Parigi. Ne sono stata davvero felice e posso dire che è stata un’esperienza arricchente. Certo, la strada è ancora infinita, ma i feedback sono stati soprattutto positivi. Spero che continui così!

Quale messaggio è racchiuso in questi piccoli (solo per estensione) racconti? Siamo sempre di corsa e il tempo è sempre troppo poco. Nonostante ciò, riusciamo ad annoiarci in quei piccoli momenti che sfuggono alla nostra organizzazione della giornata. E così, prendiamo il cellulare e scorriamo la bacheca dei social, senza troppa consapevolezza, assorbendo le informazioni e immagazzinando immagini che altri hanno scelto per noi. Molti non hanno più il tempo di leggere: figli, lavoro, spesa, commissioni… Ora la pandemia ha rallentato un poco questa frenesìa dei nostri tempi, ma lascia comunque uno spazio minimo alla fantasia, al vagare libero della mente verso esperienze ed emozioni che fisicamente sarebbero difficili da provare. Ho cercato di creare un qualcosa di tascabile che concedesse il lusso della fantasia e dello “staccare” con la lettura, di ritrovare quel tempo per sé, anche a chi pensava di non poterselo permettere.

Quanti sono autobiografici? Tutti e… Nessuno. Quello un poco più autobiografico è Calypso: come ogni donna, ho provato anche io quel momento in cui la “maschera” dell’apparire per piacere, in una danza/battaglia costante con la “vera me”, è stata buttata giù da un amore sbagliato. All’inizio fa male, ma poi ti permette di diventare più forte, mettendo in equilibrio le estremizzazioni e capendo realmente qual è la vera te stessa. Gli altri contengono tutti un po’ di me: come ho detto prima, ho voluto creare nel lettore sensazioni o emozioni che ho provato in un dato momento a Bruxelles: leggendo una notizia su un giornale al mattino, ballando in discoteca, passeggiando per strada e osservando la gente intorno, o bevendo il caffè con un collega di lavoro. Ma vi ho creato attorno un’altra storia, un’altra realtà lontana da quella da me vissuta. Alcune vicende le abbiamo provate tutti sulla nostra pelle, altre pochi di noi, altre spero quasi nessuno. Ma in ognuna ho cercato di infilare “qualcosa” in cui il lettore potesse identificarsi.

Prossimi progetti? A breve dovrebbe uscire un mio saggio:  “Implicazioni delle Scoperte Aerospaziali sulle Relazioni Internazionali durante la Guerra Fredda”, sviluppato dalla tesi della mia Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali. Sto attualmente lavorando ad un romanzo psicologico e femminista, un po’ splatter se mi si concede la definizione; ho in cantiere anche un noir, sempre psicologico: il romanzo che ho da sempre voluto scrivere e che ho in testa fin dalla più giovane età. Per me rappresenta una grande sfida, che spero di vincere.

“Non ho tempo. Racconti brevi per trovarlo” Edizioni Effedì

Auguriamo a Isabella Rosa tutto il meglio per i tanti progetti che ha a cuore!

Anna Pasquini – Alessandria Today