Quinto episodio della saga del Detective John Parker, per gli appassionati del giallo Poliziesco è una lettura scorrevole e molto entusiasmante.
Ombre di un passato non molto remoto, si divertiranno a mettere il bastone tra le ruote al detective.
Chi sarà mai che ce l’ha con il detective e la sua squadra di collaboratori? Di chi potrà fidarsi?
L’intreccio dell’episodio si concatena alla storia principale, il lettore coinvolto vede l’evoluzione della vita privata dei vari personaggi che episodio dopo episodio, si va affezionando.
Buona lettura

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Ancora una volta l’inossidabile Parker riesce a dare eccellente prova di sé e della sua squadra. Il nostro detective si trova alle prese con una banda di criminali che, attraverso varie strategie, cercherà in tutti i modi di punire colui che reputa responsabile della morte di un giovane avvenuta in carcere. La banda, inoltre, vuole eliminare Parker per avere vita facile e per portare a termine i propri crimini con tranquillità, senza l’incubo di essere spiata e fermata dal brillante investigatore privato. Come se non bastasse, Parker deve vedersela con un avvocato, alquanto disonesto, intento a raggirare un’anziana, sottraendole del denaro.

La grintosa narrazione dell’autore, Salvatore Scalisi, ci accompagnerà, come sempre, in avventure cariche di “suspense” e di colpi di scena avvincenti ed appassionanti.

Prof.ssa Maria Carmela Benfatto.

Esce poco, ha dovuto cambiare tragitti di strada, le sue abitudini; eppure, quando è in casa, cerca in tutti i modi di non pensare alla brutta esperienza che ha vissuto pochi giorni addietro e che ha cambiato radicalmente la sua vita. Un momento di relativa tranquillità mentre, seduta in cucina guardando la TV, consuma la cena. Un improvviso sobbalzo, contemporaneamente al suono del campanello. Tirata in volto, Cora mastica lentamente il boccone, si alza dalla sedia, esce dalla cucina e si dirige verso la porta di ingresso. Rimane immobile, come pietrificata, scossa dal risuono del campanello.

– Chi è? – dice la donna, con voce tremante. Nessuna risposta. Presa dalla paura, Cora si dà coraggio, avvicinandosi sempre di più, fino a sfiorare con l’occhio destro lo spioncino della porta. L’uomo, lo stesso che ha scatenato in lei le paure più ancestrali, appare sorridente, come se la stesse guardando; un urlo soffocato la fa indietreggiare. Ritorna in cucina e prende sul tavolo il telefonino; movimenti frenetici che non le permettono di accorciare i tempi. Finalmente riesce a fare la chiamata.

– Sono Cora! È qui dietro la porta!

– Stai lontano! Vengo subito. –

– Ti prego fai in fretta! –

– Appena sarò lì, ti avviserò col cellulare. –

– Ti aspetto! –

– Rilassati; ok? –

– … va bene. –

***

– Era qui, dietro la porta … con quel sorriso, come se stesse giocando, in un modo tutto suo, crudele. –

– È quello che sta facendo; gioca, fin quando gli va di giocare. –

– Perché fa questo? – dice Cora, seduta nel soggiorno.

– Non lo sappiamo – risponde Parker. – Se il suo scopo principale era di usare violenza su di te, ed ucciderti, l’avrebbe già fatto, senza perdere tempo, ed esporsi rischiosamente. Sembra una strategia ben precisa, che dovrebbe portare ad un finale ancora non del tutto chiaro. Devi lasciare questa casa; almeno fin quando non lo prenderemo. –

– Credi che sarà possibile? –

– Sì. Ce la metteremo tutta. –

– Ok. Mi prenderò una lunga vacanza. –

– Ti andrebbe di trascorrerla in una casa in campagna? –

– Sì; il contatto con la natura mi aiuterà a rilassarmi. –

– Saresti ospite di mio zio Norman; credo che qualche volta te ne ho parlato. –

– Sì, ricordo. –

– Gli ho già accennato qualcosa; sarà felice della tua compagnia. –

– Pensi a tutto – osserva compiaciuta la donna.

– Sarò più tranquillo sapendo che tu sei lì; è un posto incantevole, non ti annoierai. –

– Verrai a trovarmi? –

– Naturale. –

– Promessa?

– Promessa! –

– Ci sto. –

– Organizzeremo, al massimo entro un paio di giorni, un piano di trasferimento.

Non devi dire a nessuno dove vai; nemmeno a parenti, o ai tuoi migliori amici. –

– Ok. –

– Mio zio, è un po’ avanti negli anni, ma in passato è stato un grande donnaiolo … – dice sornione il detective.

– Farò di tutto per non apparire interessante. –

– Sarà un’impresa ardua. –

***

Ogni volta che entra in quella stanza gli si ristringe il cuore. Sì, è vero, con quel numeroso cinguettio è come assistere a un concerto; ma vedere tutti qui canarini chiusi in gabbia, senza aver commesso nessun crimine, non lo sopporta davvero.

– Cos’è quella faccia? – chiede Eddie, intento a mettere l’acqua negli appositi bevitori – Ogni volta che entri qui dentro, fai una faccia da funerale. –

– Conosci il mio pensiero; per me in gabbia deve starci chi si macchia di un crimine, e non questi poveri pennuti – risponde Parker.

– A forza di ripetermelo, finirò col sentirmi in colpa. Una cosa è certa: non te li affiderei mai; mi faresti trovare le gabbie vuote. –

– Ci puoi giurare. Vorrei ricordarti che posti simili a questo sono una fonte di attrazione per quelle piccole forme viventi, tra i più fastidiosi nel nostro mondo – dice il detective, con lo sguardo in movimento a seguire il volo di una mosca.

– È un intruso, di solito qui non ne entrano. Questo è un posto sicuro – replica col ghigno sorridente Eddie.

– Questa sì che è una bella notizia. –

– Ancora un po’, e da qui usciamo. –

– Fai con comodo. –

– Hai fatto bene a portare la tua amica in un luogo più sicuro. –

– Valutata la situazione, non erano rimaste altre alternative. Spero che questa dannata storia finisca al più presto. –

– Dopo gli ultimi sviluppi, che idea ti sei fatto? – dice Eddie.

– So a cosa stai pensando – osserva Parker.

– Be’, quello, probabilmente, avrà visto te e Ted venire in soccorso della donna e nonostante ciò, ha avuto il coraggio di presentarsi a casa sua. –

– Una sfida in piena regola. –

– Non credo che sia rivolta alla tua amica, anche se il pericolo per lei esiste in ogni caso. –

– Già; è quello che ho pensato anch’io. –

– Ne ero sicuro. La minaccia, o la sfida, chiamala come preferisci, è puntata a voi; all’agenzia investigativa. Forse mi sbaglierò … –

– Ti è successo di rado. Capire chi possa essere è come cercare un ago nel pagliaio. –

– Hai un piccolo, non trascurabile, indizio. –

– Il neo sulla mano. –

– Esatto! –

– Dovrò rispolverare tutti coloro a cui ho messo il bastone fra le ruote. –

– Gli ultimi di sicuro. C’è sempre qualcuno che non è soddisfatto del tuo lavoro; non bisognerebbe mai dimenticarlo. –

– Grazie per avermelo rammentato – replica con amara ironia il detective.