Marzio Sisti NON SOLO COVID. AIDS ed HIV. UNA STORIA SENZA FINE

Seconda parte

(Prima parte qui:https://bit.ly/3o8VKO8)

oggi è il PRIMO DICEMBRE, giorno dedicato alla lotta contro l’AIDS.

LA PREVENZIONE

Nonostante le numerose campagne di informazione e la buona diffusione sul territorio italiano di strutture adibite alla cura degli infetti da HIV ed ammalati di AIDS, assistiamo sempre ad un certo numero di nuove infezioni da HIV e di nuovi casi di AIDS in Italia. 

Ci sono voluti anni ed anni per cambiare il preconcetto che AIDS è la malattia degli omosessuali e dei tossicodipendenti, preconcetto che è, ancora, molto diffuso in larghi strati della popolazione. 

E’ stata dura riuscire a cambiare il concetto di “gruppi a rischio” con quella, molto più corretto, di “comportamenti a rischio”.

Ricordiamo che, attualmente, in ITALIA, è la trasmissione sessuale etero la più frequente via di contagio di HIV, poi c’è la via sessuale omo e poi l’uso di droghe per via iniettiva. Ormai sono praticamente scomparsa la via madre-figlio in gravidanza (che può avvenire in utero come infezione congenita, durante il travaglio del parto come infezione perinatale oppure attraverso l’allattamento come infezione postnatale) e la via trasfusionale e da emoderivati. 

Questo nei paesi “ricchi” dove sono riusciti a mettere in atto i meccanismi di prevenzione di queste due ultime vie di contagio.

L’impossibilità (allo stato attuale delle nostre conoscenze) di estirpare il virus da una persona infetta accompagnata dalla tendenza alla cronicità di questa infezione fa si che siano tante le persone con HIV. Attualmente si calcola in circa 130000 il numero di persone con HIV in Italia, di cui almeno in 100000 in terapia antiretrovirale, numero destinato ad aumentare continuamente data l’ormai scarsa mortalità e la continua , pur se con numeri bassi, presenza di nuovi casi.

E’ quindi molto importante fare il test HIV, onde accedere precocemente alle terapie antiretrovirali, anche se non è la vera prevenzione. 

Se il test è positivo, ormai il danno è fatto, pur se sicuramente, in un’epoca di terapie efficaci ed accessibili, il saperlo prima è un’ottima cosa e va nell’ottica della riduzione del danno.

Cosa dobbiamo sapere e fare per evitare il contagio con HIV?

E’ importante:

–Evitare la promiscuità sessuale con rapporti non protetti.

L’uso del profilattico si è dimostrato essere una efficace modalità per evitare la trasmissione sessuale.

Quindi soprattutto nei rapporti occasionali con persone non note o poco conosciute, impariamo ad usare il profilattico.

-Evitare l’uso di droghe attraverso qualsiasi via di assunzione (pastiglie, per via nasale, per via iniettiva..) e limitare l’uso di alcolici (La tendenza allo “sballo” come forma di divertimento porta ad abbassare la soglia di autostima e di “safe sex” e facilita i comportamenti a rischio).

-Evitare lo scambio di aghi e siringhe e di droghe per via endovenosa

I DATI EPIDEMIOLOGICI.

Utilizzando i dati del 2018 (gli ultimi ufficialmente pubblicati), in ITALIA sono state effettuate 2.847 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza osservata in Italia è lievemente inferiore all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (5,1 nuovi casi per 100.000). 

Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2018 sono maschi nel 85,6% dei casi

Dal 2012 si osserva una diminuzione dei casi per tutte le modalità di trasmissione, specialmente al Nord e al Centro. 

Nel 2018, i casi più numerosi sono attribuibili

a trasmissione eterosessuale (41%, specificamente: 23% maschi e 18% femmine), seguiti dai casi relativi ai maschi che fanno sesso con maschi (39%); le persone che usano sostanze stupefacenti rappresentano il 4% di tutte le segnalazioni ad ulteriore conferma che la “storica” via di trasmissione (mediante droghe per via iniettiva) è ormai minoritaria.

Nel 2018 sono stati segnalati 661 casi di AIDS, pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti. Oltre il 70% dei casi di AIDS segnalati nel 2018 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV positive.

Occorre segnalare che l’età dei casi recenti di AIDS è sempre più elevata. 

La tipologia più frequente di paziente con AIDS è l’uomo eterosessuale sui 40-50 anni, con rapporti sessuali a rischio.

LE TERAPIE ANTIHIV.

A distanza di 40 anni, l’infezione da HIV è molto più facilmente curabile, anche se, come già scritto, non esiste ancora il concetto di guarigione. 

Le terapie moderne hanno trasformato HIV ed AIDS in una infezione e malattia cronica.

Ora sono disponibili in commercio oltre 30 molecole diverse efficaci su HIV, nella maggior parte dei casi facilmente assumibili per os, spesso riassunte in una unica compressa al giorno 

Sono in sviluppo soluzioni terapeutiche iniettabili in grado di garantire una copertura nel tempo senza dover ricorrere alla quotidiana assunzione della terapia per via orale. Per alcuni farmaci si tratta di iniezioni una volta al mese.

Rimane il fatto che la efficacia di questi farmaci è massima se assunti in fase non avanzata di infezioni e sicuramente prima del manifestarsi di AIDS come malattia e rimane il fatto che, per come siamo messi oggi, non vi è la guarigione , ma la necessità di assumere la terapia tutta la vita.

IL VACCINO ANTIHIV.

HIV è un virus che ha una grande variabilità genetica, è in grado di eludere molto facilmente la risposta immunitaria protettiva quindi non si comporta come molti dei virus verso cui sono stati sviluppati dei vaccini efficaci.

La strada per il vaccino è ancora molto lunga e in alcuni casi, anche un po’ sconfortante. Forse c’è stata una fase, circa dieci anni fa, in cui non ci credevano più in molti che si sarebbe potuti arrivare a qualcosa di efficace. 

Negli ultimi anni c’è stato il fallimento di una serie di strategie come una piattaforma vaccinale, sperimentata in Thailandia qualche anno fa, con risultati negativi. 

Vari sono i vaccini in studio. 

C’è una piattaforma sviluppata negli Stati Uniti nei laboratori di Boston, ad Harvard, che ha come base un vettore umano virale non replicante, non di scimpanzè o di gorilla, un adenovirus26 umano non replicante, in cui vengono inseriti dei frammenti di genoma virale di HIV. 

Poi c’è un vaccino complesso, si chiama Mosaico, proprio perchè è fatto dal vettore virale e da proteine virali di HIV che servono per evocare una risposta immunitaria il più possibile completa e complessa. I risultati della Fase 2 sono stati buoni.

In Italia da anni è in studio e sperimentazione, ad opera dell’istituto Superiore di Sanità (Dr.ssa Ensoli) un vaccino basato sulla proteina TAT, proteina molto importante per la replicazione virale. Sono in corso sperimentazioni sia per l’so in profilassi che come adiuvante terapeutico in associazione a terapia antiretrovirale. Una parte di queste sperimentazioni sono in corso in Sudafrica,

Rimane il fatto che, a tutt’oggi, un vaccino preventivo efficace ed in commercio non esiste.

In conclusione, HIV ed AIDS rappresentano un modello di infezione e di malattia virale estremamente complesso, ancora molto diffuso in vaste aree del mondo, soprattutto in Africa. In attesa di un vaccino efficace, occorre usare le armi della prevenzione e, nel caso di infezione , le armi della terapia.

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