“Di che cosa ti occupi?” – gli avevo chiesto, quando ancora in Via Belfiore Ivan Fassio curava il giardino poetico artistico Spazio Parentesi.

Nel suo fluttuante rigoglio di versi e opere, Fassio toccava ogni ambito.

“Vivo di poesia e arte” – aveva risposto – “e di scrittura, nell’intreccio autentico di espressione-medium, società e crisi: precipizio-baratro di quest’ultima. Domanda e risposta: oggettivata traccia, vettore assoluto, mai davvero opera compiuta. Un continuo inizio di vita – nel concreto, nell’estemporaneo e nell’interdisciplinare – ad imitazione finalmente dei processi conoscitivi. Sacrificio, quindi.”

Fassio permane nell’anima di chi lo ha conosciuto, persiste in parola e musica, si fa note che emergono dalla scatola magica della città di Torino, luogo che aveva scelto per appassionare e ‘affassionare’ noi affezionati agli eventi magici che proponeva, alle mostre che sapeva mettere in scena – multiforme il corpo delle sue azioni.

Ivan se ne è andato via in luglio a soli 41 anni. “Il culto dei corpi” è stata la sua ultima Thule di versi e note. Il pianista Andrea Cavallo, che con Fassio ha condiviso spesso e volentieri le Parentesi di Spazio e Tempo, durante il lockdown primaverile ha cullato i semi di un lavoro condiviso, momenti performance congiunti, dando forma all’album che è intreccio musical poetico. 

«Il culto dei corpi» è diventa frutto, è emerso ne «I corpi del culto» (Raineri Vivaldelli editori di Torino, www.rainerivivaldellieditori.com), parola allo specchio delle note. 

Dodici poesie dalla silloge di Ivan Fassio e altrettanti brani musicati da Andrea Cavallo, con un «proemio» musicale e un finale inedito. 

Ivan Fassio è stato scrittore, performer, critico d’arte, curatore, organizzatore di manifestazioni artistiche e letterarie. Dal 2017 ha gestito «Spazio Parentesi» a Torino, libero luogo di esposizione, condivisione e presentazione di progetti artistici e letterari contemporanei. Ha collaborato con le versioni cartacee e digitali di Exibart, Juliet Art Magazine, Verso l’Arte, AR?, ArticoloTre, Canale Arte, Neutopia, Protagonisti Piemonte. Ha gestito indipendentemente una serie di progetti creativi e critici per gallerie di Torino, Asti e Genova. Il suo primo libro, «Fuori fuoco», fu pubblicato per le Edizioni Smasher nel 2012 con prefazione di Ezio Gribaudo. Ha pubblicato testi poetici e creativi nell’antologia «Fragmenta» (Smasher) e su «Paraboliche dell’Ultimo Giorno. Per Emilio Villa» (Le Voci della Luna Dot.com Press). Si è spesso esibito con il pianista Andrea Cavallo in letture e improvvisazioni poetico-musicali. Ha curato la serie di mostre di arte e poesia contemporanea nel laboratorio di poesia «Era Aurora» con il poeta Davide Bava. Ha collaborato con Ennio Bertrand, docente di Sistemi Interattivi all’Accademia Albertina, per una serie di mostre nell’ambito del progetto «Spazio Parentesi Itinerante».

Il torinese Andrea Cavallo, 46 anni, è pianista e compositore. Dopo aver fatto parte di varie band giovanili, nel 1995 ha formato i Contrappunto, gruppo rock progressivo di cui è anche cantante. Nel 2001 ha pubblicato con una variante della band il secondo album «Lilith». In seguito, ha scelto di dedicarsi solo al pianoforte registrando una serie di concerti, da cui è nato un album di improvvisazioni dal vivo «Racconti piano e forte» per l’etichetta americana Eroica Classical Recordings. Segue l’album «Desire», un ritorno alla composizione. Nel 2010 si dedica alla scrittura, e pubblica il libro di critica musicale «51 Dischi per vivere meglio» (Ananke), cui allega un nuovo album del Contrappunto Project, «Come balle di fieno». Importante risulta anche la collaborazione con la produzione tra il magazine finlandese Colossus e la casa discografica francese Musea in relazione ad alcune compilation, cui Cavallo ha collaborato con suoi brani pianistici.

[a cura di Valeria Bianchi Mian | scrivimi a dott.ssavaleriabianchimian@gmail.com | Lettere alla Psicologa su Alessandria today]
Ivan Fassio e Andrea Cavallo – ph. Isabella Quaranta / Luna’s Torta 2016