Con piacere ho appreso che la mia amica Fulvia ha da pochissimo pubbliato un libro: “Pensieri in cammino”; ho così deciso di intervistarla per farvi conoscere il suo testo e lei, che oltre ad essere mia amica è una persona eccezionale.

Ciao Fulvia, sono felice di ospitarti nella mia rubrica “Incontro con l’autore/l’autrice”, ti chiedo di presentarti ai nostri lettori. Chi sei e che fai nella vita? Ciao, sono Fulvia Verzegnassi, ho 55 anni, ho due meravigliose figlie e due cani che sono la mia allegria e gioia. Nel 2017 a causa di una brutta malattia che si è portata via mio marito, sono rimasta sola e sono precipitata in un baratro di disperazione dal quale a fatica e piano piano sto riemergendo. Lavoro presso una multinazionale, un lavoro interessante e coinvolgente. Ho sempre avuto interesse a camminare per boschi, campagne, vagabondare alla scoperta di posti nuovi, mi piace sperimentare di tutto e mettermi alla prova. Purtroppo negli ultimi anni non ho avuto molto tempo da dedicare a questo mio hobby  ma tuttavia non ho smesso di informarmi a proposito di Cammini e Sentieri in Italia ed in Europa. Forse da incosciente ho pensato di essere in grado di sostenere in solitaria un pellegrinaggio su una strada segnata ed ho cominciato ad interessarmi in modo più serio alla eventualità di percorrere uno dei percorsi del Cammino di Santiago oppure della Via Francigena. Quindi sono partita, ho portato con me la mia canina (all’epoca avevo solo lei, il secondo cane si è aggiunto dopo). Le mie figlie non erano interessate a seguirmi in questa esperienza e mi sono quindi trovata sola, con un grande zaino sulle spalle, un cane al guinzaglio e circa 1.000km davanti alle mie scarpe, da percorrere a piedi. Non mi sono data un tempo, avrei percorso il sentiero Italiano della Via Francigena anche in diverse tappe, se necessario, ma mi sono ripromessa di completarlo tutto.

Che cosa hai scritto? parlaci del tuo libro. Quando si cammina, da soli, anche se con un cane al guinzaglio, si ha molto tempo per pensare, cantare, ridere, piangere e così ho deciso quasi subito che avrei raccolto i miei pensieri sulla mia pagina facebook, per condividere il mio percorso che mi sono accorta non era solo a piedi, sulla strada, ma anche interiore. Proprio perché mi trovavo ad un punto di svolta della mia vita non volevo dimenticare nulla, volevo tracciare il mio cambiamento interiore, ed al tempo stesso volevo condividere con chi mi avrebbe seguito tra i miei amici più cari questa esperienza. Il libro riporta in sintesi le mie giornate ed i pensieri che hanno camminato con me dall’inizio del percorso, come sono cambiati e quali nuove conoscenze o quali riflessioni su me stessa mi hanno accompagnato. Nel libro ho riportato quello che mi è successo durante il Cammino, chi ho incontrato,  quali sono state le Tappe interiori che ho raggiunto e superato. In effetti confrontandomi con altri pellegrini ho capito che le mie riflessioni sono comuni a molta gente che decide di intraprendere questa esperienza o che è indecisa se partire o no. Quindi perché non raccogliere le mie riflessioni in un libro?

Come è nata l’idea? Ho deciso di raccogliere e divulgare tutte queste mie riflessioni ed esperienze per aiutare gli indecisi a partire e per offrire degli spunti di riflessione a chi il Cammino lo ha già fatto o lo sta facendo. Inoltre mi sono resa conto che effettivamente scrivere e raccogliere le riflessioni in questo modo mi aiutava a focalizzare meglio il mio percorso interiore e spero che possa essere di aiuto anche a chi non ha mai fatto questo tipo di esperienza e che sente di non essere pienamente soddisfatto di se e della propria vita. Quelli che invece non possono per diversi motivi intraprendere questa esperienza in modo pratico, il Cammino lo fanno lo stesso, anche restando a casa, continuando a rimanere con la mente aperta per imparare e per crescere, confrontandosi con gli altri ed ascoltando oltre che la propria voce, anche quella degli altri.

Quale messaggio volevi trasmettere? Il libro è una raccolta di piccoli episodi di Cammino “quotidiano”, riflessioni che ci accompagnano e che cambiano in base alle esperienze vissute. In particolare il Cammino in questo caso coincide anche con un percorso pratico, visibile e misurabile, fatto di Tappe reali, incontri occasionali con persone e luoghi che influenzano alcune decisioni o che evidenziano alcuni aspetti del nostro carattere che conoscevamo poco o che avevamo dimenticato, presi dalla vita quotidiana. Lo scopo del libro è quello di trasmettere almeno in parte, il sentimento predominante del pellegrino  che ho percepito durante questa esperienza, ovvero l’apertura mentale alle nuove riflessioni, alle persone ai luoghi ed alle cose che pure ci accompagnano nella nostra vita ma che qualche volta non vediamo più e che diamo per scontate, dimenticando quanto sia profondo il nostro legame con esse e quanto una loro improvvisa mancanza incide sul nostro più profondo essere.

Quali sono i tuoi scrittori preferiti? Nel mio quotidiano leggo un po’ tutto, i miei interessi sono su storie di indagini giornalistiche o di avvocati o polizia, principalmente di Patricia Cornwell e Michael Connelly, ma anche libri di narrativa di vario genere come quelli di James Rollins,  Steve Berry, Dan Brown, Carlos Ruiz Zafón, Glen Cooper , narrativa classica come JRR Tolkien o C.S. Lewis. Poiché mentre leggo un libro mi immedesimo nei personaggi e nell’ambiente descritto nei libri, le mie preferenze vanno anche alla narrativa di fantascienza, anche per ragazzi, come nei libri di Cecilia Randall o di Patrick Rothfuss, Licia Troisi. Apprezzo molto anche le opere di Konrad Lorenz e di James Herriot che portano il lettore ad avvicinarsi al mondo canino e della campagna inglese attraverso gli occhi di un veterinario di campagna; da qui anche l’etologia dei cani con Stanley Coren o libri specifici di razze canine.

Pensi di scrivere altro nel futuro prossimo? se si cosa? Certamente ho intenzione di continuare la Via Francigena e percorrerla tutta fino a Roma. Continuerò a raccogliere le mie micro-storie di Cammino con i relativi pensieri e penso di riuscire a completare in una seconda o terza parte il primo libro di Pensieri in Cammino.

Che cosa ti ha lasciato questa esperienza? L’esperienza del Cammino non si esaurisce con la scrittura o la lettura di un libro, bisogna viverla. E’ l’insegnamento di un modello di vita da adottare sempre nella propria esistenza. Difficilmente si riesce a vivere come un pellegrino durante tutta la propria vita ma spero che le esperienze che continuerò a vivere sulla Via mi insegnino alla fine ad adottare permanentemente questo approccio. Infatti tra una Tappa e l’altra si ammira con occhi diversi quello che si ha intorno e nel proprio zaino, e si sceglie con estrema accuratezza quello che vale la pena di portare con se e cosa invece si può tralasciare. Soprattutto il Cammino insegna un modo di affrontare i problemi, suddividendoli in piccoli passi, e se la strada è in salita i passi si faranno più piccoli, lenti e costanti, ma alla fine si arriverà alla termine del cammino e la soddisfazione di aver proseguito per se e per chi ci segue nel cuore sarà la moneta più preziosa che ci ritroveremo in tasca.

Ti auguriamo di fare altri mille cammini e di collezionare tanti pensieri, ricordi, emozioni da riportare su carta! Grazie delle tue risposte e BUON CAMMINO, FULVIA!

Anna Pasquini – Alessandria Today