Lo scrittore descrive sapientemente l’evolversi e l’evoluzione della personalità e come essa dipenda dal suo sviluppo fin dalla tenera età. Le ombre che traumatizzano le menti giovanili sono dimenticate in età adulta, creando un salvagente per salvaguardare la propria esistenza. Attraverso un evento scioccante, la mente umana all’improvviso ricorda, dandole un volto e una voce che perseguita il protagonista, così come avviene nel racconto. Il lettore avanzando nella lettura, ormai coinvolto e appassionato nonostante preveda lo sviluppo scioccante, sarà attratto dalla sua scoperta alternando pianto e commozione. Un racconto dai toni scuri che porterà a un’imprevedibile finale. Scioccante da leggere tutto d’un fiato.

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La situazione comincia ad essere seria. Non era mai successo che in due anni dalla sua scomparsa la donna si presentasse al figlio in maniera così prepotente, anche se a livello immaginario.

– Forse è frutto della tua immaginazione – dice Paolo, durante la pausa di lavoro nella fabbrica di acciaieria.

– Be’, su questo ci credo, mica era lì davvero – risponde Egidio. – Immagino che tu non sia d’accordo con me, perché su queste storie ci vai a nozze. –

– Certo che no, anche se … –

– Cosa? –

– Lo sai in merito come la penso. –

– Appunto. Per questo ho voluto parlartene, pur sapendo già cosa avresti detto. –

– Lo sai, per me dopo la morte c’è una continuazione … non so in che modo e come sarà dopo, ma è così. –

– Vieni al dunque – gli chiede Egidio.

– Potrebbero rappresentare dei segnali – risponde Paolo.

– In che senso? –

– Questo proprio non lo so, probabilmente lo scoprirai. –

– Parli sul serio, naturalmente. –

– Volevi che dicessi la mia, giusto? –

– Già, e tu non ti sei fatto pregare, giusto? –

L’amico accenna un sorriso.

– Tranquillo, vedrai che tutto si dissolverà quanto prima. –

– Lo spero. Per carità, non ho nulla contro di lei, è pur sempre mia madre, ma desidero che riposi in pace.

– E contemporaneamente essere lasciato in pace – osserva Paolo.

– Sì, perché nasconderlo, è un bene reciproco, che senso avrebbe tutto ciò, sarebbe qualcosa di innaturale che creerebbe solo tensioni e nessun beneficio concreto, reale. La vita è tutt’altra cosa, una volta calato il sipario ogni argomentazione in merito è superflua – dice Egidio, chiarendo definitivamente il suo concetto sulla vita e sulla morte.

– Rispetto le tue idee, a prescindere di quelle che possono essere le nostre divergenze – risponde Paolo.

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Dal modo come entra in casa e dai suoi movimenti, con quell’aria tesa simile ad un ladro principiante che sente addosso la paura di essere colto di sorpresa da un momento all’altro, è evidente che per Egidio quello che è successo non può essere cancellato con un semplice colpo di spugna. Qualsiasi sia stata la causa, importante è che quelle visioni non si ripetano più. In caso contrario si creerebbe una sorta di forzata convivenza che inevitabilmente sfocerebbe a un crollo psicofisico dell’uomo. Ha la continua sensazione di non essere solo, e già questo di per sé non è un fattore positivo. Si prepara una frugale cena e dopo averla consumata si appresta a superare il momento più critico: mettersi a letto e possibilmente addormentarsi. Non ha voluto affidarsi a piccoli aiuti, come i tappi per le orecchie, proprio per verificare di persona se il problema fosse svanito o meno. Egidio ha cercato, per assurdo, di rimanere sveglio il più possibile, nella stanza avvolta nel buio, ma poi il sonno prende il sopravvento. Dorme disteso supino come un angioletto, quando, all’improvviso la voce prorompente della madre lo sveglia bruscamente.

Svegliati, sono qua!

L’uomo rimane impietrito con lo sguardo pieno di paura, incapace di ogni pur minima reazione, se non di infilarsi sotto le lenzuola come un bambino che tenta di nascondersi dai mostri della notte. Alla fine riesce con molta fatica a riprendere il sonno. La mattina seguente, con la luce del giorno che traspare dalle lenzuola, Egidio si sveglia nella stessa posizione in cui si era addormentato. Scopre lentamente la testa, guardandosi intorno, scongiurando ogni possibile brutta sorpresa. Alzatosi dal letto, lascia la stanza e si dirige in quella dei genitori. Immobile come una statua dinanzi alla porta è combattuto se entrare o desistere, che equivarrebbe a una sconfitta.  Stringe i pugni per scaricare la tensione, ma a nulla è avvalso, mentre si allontana in uno stato di impotenza e frustrazione.