Libro: ”IDENTITA’ PERDUTE”, di Santina Gullotto

Narrativa con poesie inserite inerenti l’argomento…di attualità inserisco la sinossi 

PREFAZIONE 

Dopo attente considerazioni, osservando il mondo che ci circonda, nella mente si fa strada la necessità di affrontare un argomento di non facile esamina. I tempi che stiamo vivendo e assecondando nostro malgrado ci logorano tanto quando ci semplificano il vivere d’ogni giorno. Inaccettabili condizioni che quotidianamente si affrontano ci fanno desiderare tempi che furono, gli anni50, un tempo pieno di rinunce e di sacrifici che non rendevano per nulla facile la vita di allora ma che in fondo avevano il sapore di vita vera. 

E’ inutile soffermarsi sul modo di dire, si stava meglio quando si stava peggio, ciò non cambia lo sgomento che ogni singolo giorno ci presenta. E’ allucinante come questa generazione figlia di questo tempo si perda nella poca logica di un vivere che ostenta mille sicurezze inesistenti, tant’è vero che ogni giorno non porta altro che nuovi lutti, prodotte dalle tragedie, frutto di una sicurezza ostentata ma in realtà solo immaginata, nessuno è al sicuro la notte paventa il giorno a venire, e se anche il sole sorge comunque illuminerà spesso giorni di sangue e vendette. 

La tecnologia che ha messo nelle mani anche di adolescenti quello schermo di luce che li ha resi schiavi di qualcosa che non darà altro che melanconica solitudine. Il progresso ha dei lati positivi ma non valgono il calore e il rapporto tra persone insostituibile che ci rende più umani. 

Dietro quello schermo spesso si nascondono le insidie più pericolose e non possiamo illuderci di poter controllare tale strumento che eludendo con maestria accurati controlli fa il suo malsano lavoro facendo cadere nella rete anime inquiete. Non sono pochi i pericoli della rete insidie che entrano nella vita quotidiana. Nessuno vuole più fare a meno del progresso che portando insieme a molti benefici anche contorte forme di svago carpiscono l’essere facendolo diventare succube fino all’assurdo. 

Carmelo Giuseppe Antillo: Va da sè che il secondo conflitto mondiale, che ha interessato la prima metà del novecento, ha tracimato l’economia del tempo, dalle nostre parti essenzialmente ancorata all’agricoltura, all’artigianato e alle piccole imprese, aprendosi all’industria di più vasto respiro. 

Poi è seguita la rivoluzione culturale del ’68 che con pregi e difetti ha modificato e di molto il costume, con maggiore incidenza sulle rivendicazioni femminili. 

Santina Gullotto, da attento osservatore, in questo suo lavoro, coglie gli aspetti dinamici delle mutazioni generazionali, sottolineando come al sedicente progresso vengono sacrificati valori tali da rendere più caotica financo la vita familiare. A dire il vero è stato sempre così nel ricordo dei secoli