Inverno: appunti per un buon cambiamento.

Tutto scorre. Panta Rei.

Nemmeno se lo volessimo, potremmo bagnare i nostri piedi nello stesso fiume per due volte. “Tutto fluisce”, ci dice Eraclito, nel continuo divenire della “stupenda armonia” che nasce dai contrasti, dagli opposti in danza (1. Eraclito, Frammenti).
E ancora: “Vita – nome dell’arco – Morte – il frutto” e, se pensiamo agli anni, ai decenni, ai secoli e ai millenni che sono stati prima della nostra nascita, prima del nostro sviluppo in esseri umani adolescenti, giovani, adulti, immaginando le migliaia, i milioni, i miliardi di altre anime-umane e animali, nel centimetro ‘o poco più’ che nell’illustrazione della spirale delle ere geologiche comprende la nostra esistenza sulla Terra, possiamo davvero affermare con certezza che sì, tutto scorre e “altre e altre acque affluiscono da umori, anime esalano”…

Tutto scorre e non puoi nemmeno volendo essere come prima, compiere lo stesso atto, pensare lo stesso pensiero per due volte, respirare allo stesso modo, essere uguale a un momento prima.

Se ci riflettiamo, lo sappiamo bene; ce ne rendiamo conto, anche di fronte al ripetersi di giorni apparentemente uguali o rapidi come un passo affrettato verso il futuro. Le festività che scandiscono l’anno solare ci donano la dimensione del cambiamento pur nella ritmicità dei riti. Se l’anno scorso c’era ancora il nonno, la nonna, lo zio, la composizione della famiglia quest’anno cambia, e il Natale – per esempio – lo sa bene Scrooge, ha almeno un fantasma per ogni passaggio. Tra passato e futuro cogliamo il senso del nostro divenire.

Se cogliamo l’attimo, l’attimo è già differente.

Lo sappiamo bene come scorre il tempo, quando un figlio piccolo ci chiede “ma chi è veramente Babbo Natale?”
Lo vediamo il giorno che passa sul volto dopo i 40 o 50 anni, lo realizziamo davvero.
Siamo già cambiati/e, volenti o nolenti, mentre tutto intorno scorre. e allora, meglio esserne coscienti.
Magari una coscienza che sia un lume capace di ritrovare energia come fa il Sol Invictus.

La rivoluzione della coscienza, la morte del minuto, dell’ora, del giorno e dell’anno che si apre alla rinascita, dal buio alla luce, il Sol Invictus, il Natale dentro di noi e poi l’anno nuovo fino alla primavera…

Valeria Bianchi Mian 

#riflessionisullaluce

(nella foto, la fontana torinese nota come “Fontana dei 12 mesi”)

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