di Marina Vicario

Un paio di mesi fa un amico pubblicò con orgoglio, sul suo profilo facebook, diverse foto di suo padre con alcune opere scaturite dalla sua passione di bricolage. Quello che vidi mi lasciò a bocca aperta: erano meravigliose strutture per presepio. Immediatamente chiesi un preventivo per una struttura ma con mia grande sorpresa mi viene fatto recapitare in dono un mese dopo. Non sono valse le mie insistenze per il pagamento, un dono è un dono e alla fine lo si accetta, non si protesta.

All’apertura del pacco ho percepito la magia di gesti sapienti, sono stata ad ammirare la mia struttura per qualche giorno raccogliendo anche complimenti dei miei parenti.

Il nome dell’abile artigiano è Antonio e ho chiesto proprio a lui di presentarsi e di raccontare ai lettori di Alessandria Today da dove è scaturita la sua passione.

Mi chiamo Antonio Politano, sono nato a Leverano (Lecce) nel 1928, in pratica ho 92 anni. Parlare dei Presepe è come spiegare la propria storia a chi ti ascolta. Mettere un po’ a nudo sé stesso, la propria anima, con tutte le sue vestì. È un momento magico che ti prende la mente portandoti indietro nel tempo. Ogni nuovo Natale sento la necessità di dare qualcosa in più, non sentendomi mai appagato e soddisfatto totalmente, ho sempre quella strana sensazione che manchi qualcosa. Nella gioia di costruire e installare un nuovo Presepe, mi accompagna sempre la commozione mescolata a un velo di tristezza. Alcuni anni fa, chiesi ad un mio dirimpettaio, di procurarmi un paio di canne di bambù, che lo stesso utilizzava per la coltivazione di pomodori in serra. Me ne serviva una o due per mescolare un barattolo di vernice, invece me ne portò in fascio. Erano molte e non sapevo cosa farne, ma non mi andava di eliminarle perché erano integre, anche se vecchie. Così mi venne l’idea di provare a costruire qualcosa, ed è così che è nato il primo lavoro. Era il 2015, e d’allora ne avrò costruiti un centinaio, me li chiedevano e non potevo certo tirarmi indietro, anche perché costruirli mi dona ancora piacere. Oltre quelli fatti con le canne, ne avrò creati una 20na con tappi di sughero che alcuni ristoratori del luogo mi hanno donato. Ogni tanto però, ho la necessità di staccare immergendomi nella lettura. Leggo quello che capita, non importa cosa, anche i bugiardini che spesso sono lunghi come romanzi.

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Antonio Politano nasce da una famiglia contadina, a l’età di 7/8 anni, insieme ai suoi fratelli, contribuiva all’economia della famiglia partecipando fattivamente al lavoro nelle campagne, attività svolta fino al 1955, data di matrimonio. Subito dopo intraprese l’attività di Sindacalista, lavoro svolto con dedizione fino a pochi anni fa.

Il Sig. Antonio al lavoro
IL MIO PRESEPE