Con il Natale arriva anche la ‘Divota Cumedia‘ del Gelindo, ma forse pochi sanno che sette anni fa, una bella iniziativa editoriale, di cui fui chiamato a far parte con parecchi altri amici, si assunse l’ardua impresa di superare i confini territoriali dell’antica e anonima rappresentazione popolare, convincendo perfino il burbero pastore con la sua ‘zuéra’ ovvero scalcagnata banda, a solcare gli Oceani portandosi dietro tutta la Stalla, annessi e connessi (compresi i renitenti Tirsi e Maffé)!… incredibile, ma vero!
Grazie al libro ‘Gelindo’, a cura di Michele Fontefrancesco, la tradizione natalizia alessandrina e piemontese “testimonierà e restituirà anche ai monferrini d’oltreoceano un tratto fondamentale delle usanze di queste nostre terre”. Il volume documenta e racconta la tradizione della sacra rappresentazione del Gelindo attraverso il contributo di attori, studiosi, appassionati di questa tradizione tutta piemontese e fortemente monferrina.
Il volume nasce in collaborazione con la statunitense Associazione Monferrini nel Mondo, guidata da Robert Tanzilo, con l’intento di testimoniare e restituire anche ai monferrini d’oltreoceano un tratto fondamentale delle usanze di queste nostre terre sostanzialmente obliato con la migrazione ed il passare delle generazioni. La tradizione del Gelindo, infatti, si attesta nella regione già nel Settecento, diffondendosi dall’Alto Monferrato e da Asti al resto della regione. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento è in particolare nel Sud-Est che si mantiene, si rinventa e continua al presente. Laddove nei paesi del Monferrato, tra i quali Lu, le rappresentazioni si susseguono senza sicura continuità, è ad Asti e soprattutto ad Alessandria che il Gelindo diviene presenza regolare, metronomo del tempo festivo del Natale. A partire dal 1924, la Divota Cumedia viene annualmente messa in scena dai volontari del Circolo Giovanile San Francesco.
Ormai quasi arrivata alla centesima edizione, il libro presta particolare attenzione a questa esperienza, riproducendo il libretto della 75° edizione del 1999. Il libro però non si concentra solo su Alessandria, ma anzi allarga il suo respiro al territorio, parlando di come il Gelindo si sia fatto luese, fubinese, astigiano, torinese ed abbia tentato, senza molto successo, di farsi anche meneghino.
Il libro propone, quindi, un racconto del Gelindo a tutto tondo che tratteggia il profilo di un articolato paesaggio umano che si estende dalle Alpi all’Oltrepò. Un affresco di radici e folklore che si spiega in due, anzi tre lingue: inglese, italiano e piemontese. In questo multilinguismo, il lavoro degli autori (hanno contribuito Piercarlo Grimaldi, Luciano Nattino. Franco Castelli, Gianpaolo Fassino, Fabio Prevignano, Luigi Visconti, Antonio Alessio, Fabio Bellinaso, Renato Balduzzi, Giacomo Balduzzi e Massimo Brusasco oltre che al curatore) può essere considerato un positivo contributo a sintesi la diaspora culturale delle emigrazioni dell’Ottocento e del Novecento, superando quella distanza linguistica che si è andata a creare nel corso delle generazioni.

GELINDO Una tradizione natalizia tra Alessandria e Monferrato – A Christmas Tradition between Alessandria and Monferrato, a cura di Michele Filippo Fontefrancesco, Associazione cu lturale San Giacomo di Lu in collaborazione con l’Associazione Monferrini in America,Tortona, Art & Coop, 2013, pp. 210.
Il libro si può richiedere a questa mail:
info@associazionesangiacomo.it

Foto d’epoca tratta dal sito Monferrini in America, curato dall’amico Bobby Tanzilo
(btanzilo@yahoo.com) di Milwaukee, Wisconsin USA.

Fonte: post di Franco Castelli