Vittorio Zingone

NEL CIEL DI GIUDA    

Nel ciel di Giuda brillano le stelle;   

magico silenzio nella fredda notte   

per l’aria serena si diffonde;   

veglian sulle greggi taciti pastori   

intorno alla piccola grande Betlemme.   

Un’abbagliante luce dalle azzurrità   

si propaga nella notte in terra;   

un concerto d’Angeli per l’aria si diffonde;   

uggiolano i cani sparsi tra le mandrie;   

belano in coro le timorose pecore;   

mugghiano le mucche, raglian gli asinelli.   

I pastori si destano stupiti, odon cori angelici,   

scorgon la cometa, s’interrogano fra loro sbigottiti:   

– Che notte è mai questa in cui tutte le creature   

sorgono a far festa?   

A loro una schiera d’Angeli risponde:   

-Orsù, pastor, sorgete; vi sia il cuore   

colmo di letizia; qui a Betlemme nato è il Messia,    

il Salvator del mondo; l’Unigenito Figliolo dell’Altissimo,   

nato è fra voi in questa Notte santa.   

Levatevi,pastori, accorrete ad adorarLo;   

lo troverete in umile capanna avvolto in pochi panni   

con Giuseppe e Maria ad accudirLo,   

con un bue e un asino a scaldarLo.   

Accorrono i pastori carichi di doni per il divino Pargolo;   

trovano il Bimbo adagiato su algente, dura paglia;  

si prostrano con umiltà di cuore ad adorarLo;   

lasciano i loro scarsi doni attorno alla sua culla.

Tornano alle greggi trasformati, si sentono leggeri,   

con una pace nuova dentro l’anima;   

vedono intorno le consuete cose   

ma sotto dimensioni differenti,   

con occhi più penetranti e cuor più buono.

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