L’AMORE DORME SUL PETTO DEL POETA

Tu non capirai quel che ti chiedo
perché addormentato dormi su di me. Io ti nascondo il mio pianto, ossessionato
da una tagliente voce di acciaio.

La norma che agita i cuori e le stelle
nel mio petto dolorante si è conficcata,
e ha trafitto il mio cuore sofferente
con le ali della tua severità inclemente.

La gente salta in gruppo nei parchi,
attende il corpo tuo e la mia agonia
su cavalli di luce dai verdi crini.

Ma continua il tuo sonno, o vita mia.
Vedi il mio sangue sparso tra i violini?
Attento! Qualcuno ci minaccia.

FEDERICO GARCIA LORCA, traduzione Elvio Bombonato

Tú nunca entenderás lo que te quiero
porque duermes en mí y estás dormido.
Yo te oculto llorando, perseguido
por una voz de penetrante acero.
Norma que agita igual carne y lucero
traspasa ya mi pecho dolorido
y las turbias palabras han mordido
las alas de tu espíritu severo.
Grupo de gente salta en los jardines
esperando tu cuerpo y mi agonía
en caballos de luz y verdes crines.
Pero sigue durmiendo, vida mía.
¡Oye mi sangre rota en los violines!
¡Mira que nos acechan todavía!

Fa parte dei “Sonetti dell’amore oscuro”. Il tu è l’innamorato del poeta. Il tema, evidenziato dall’ultimo verso, è la minaccia oscura, la paura di essere sconfitto dalla sfida dell’amato, perché l’amore è chiuso nelle pieghe del cuore dell’amato, interlocutore addormentato che non lo ascolta. Garcia Lorca, il più grande poeta visionario del ‘900, inventa metafore potenti e sublimi, al limite della comprensibilità.