9a9d021378162c45abf5c46c67bd7cdf

Adesso basta, c’è un limite a tutto.
Siamo già sin troppo sotto stress, psicologicamente e fisicamente.

C’è gente che aspetta farmaci salvavita, i quali non arrivano poiché prodotti e distribuiti dalla stessa casa farmaceutica che produce un farmaco anti COVID 19, il più venduto.

C’è chi rischia – anche senza il virus – e, magari, questa vita se la vuole difendere fino all’ultimo, perché chi è avvezzo a vivere combattendo, non è affatto disposto a morire restando fermo, con la testa in scatola e con le mani in alto.

C’è chi non sa più come fare, ma cerca e trova una via lecita, restando lucido e con determinazione granitica: lo stesso direttore generale dell’AIFA, Nicola Magrini, ha contratto il virus e sono morti 87 medici per il COVID.

Un video che circola fra i tanti, quello con lo pseudo scienziato secondo cui il 5 Giga avrebbe scatenato il virus, onestamente, è imbarazzante: almeno per come si esprime, oltre che per le fonti che non produce; è uno dei troppi insulti all’intelletto.

Queste supercazzole non ci aiutano: se voleste davvero darci una mano, ad esempio, sapreste chi siamo e ci fareste due domande semplici, tipo “Come stai?” e “Hai problemi nel reperire le tue medicine solite?” proprio come abbiamo fatto tanti anni fa col primo sito di self help, quando ancora non esistevano né una Federazione, né molte altre vie.

Supercazzole, perché che il 5 Giga non sia salutare l’ha capito anche il mio cane bassotto ma, fino a che non ci sono prove scientifiche sufficienti, non mi dice nulla uno sconosciuto che si mette in evidenza su YouTube, esponendo teorie suffragate solo dalla mania di protagonismo.

Bisogna smetterla di complicare la vita alla gente per avere visibilità: se il mondo non vi riserva spazio, non potete prenderne così, attraverso questo terrorismo psicologico di gusto pessimo e di livello infimo.

Ci stiamo ammalando tutti, di COVID 19 e d’altri visus, fra i quali la smania di protagonismo, il livore, la caccia alle verità presunte e il rigetto per le umane fragilità.

 

 

 

@lementelettriche – di Paola Cingolani