Lettera

ai fortunati di ogni specie e grado


A te, che fai parte dei vincenti, dei brillanti, degli arrivati.
A te, che non hai colpa d’essere nato tra cornucopie stracolme, ma di volerle sempre più riempire sì, in una spirale tanto abisso da procurarti panico ed emicranie. Ti vedo, mentre reggi la noia del benessere in abitudini logore di appagamento senza attesa. Ti sento, lamentarti del di più ch’è poco. Hai dimenticato i doni immisurabili, non in vendita, non programmabili dalla tua macchina del privilegio. Hai perso la visione della felicità non contaminata. Esci, dalla tua casa surriscaldata in pieno inverno e guarda certe sagome, vive, sotto la pioggia. Sono tanti noi sradicati, si riparano con panni fradici sul capo e sandali d’estate ai piedi. Ma sorridono delle piccole cose, sono liberi, pur se dimenticati. Ti sfiora il dubbio che, per certi versi, siano migliori?

A te, che vivi circondato di premure, voltati e guarda quanti, i non amati, camminano in compagnia del buio. Forse aspettano giorni più lindi, speranzosi, o hanno rinunciato e stanno lontani dal nostro dorato mondo di successo. E tu, sai solo alimentare il fuoco di chi ha già il calore di tanti fiati. Cerchi chi è simile a te, protetto. Cerchi la sinergia che ti conservi in quello stato, autodifesa dalla discesa.
A te, che vedi il mondo ben diviso in due: prevaricatori e deboli, buoni e cattivi, ricchi e straccioni, belli e brutti, eredi e diseredati. A voi forti, auguro di restare in tanta grazia, nel bacio della sorte. E anche di accorgervi, ospitare chi è stato espulso, malgrado la bellezza d’anima, malauguratamente nascosta dai troppi abbagli, fra tanti qualcuno falso e misero.
Felice cambiamento a tutti.

Testo pubblicato nella raccolta “Un posto di pietra fedele”, Rita Stanzione
Vol. 17/33 dicembre 2020
poesie e riflessioni
Collana Wiola
Ed. Movimento Letterario-Artistico Internazionale “UniDiversità”-APS
Associazione culturale Lo Specchio di Alice

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