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Bologna: 30 anni fa l’eccidio del pilastro. Mattarella: “Carabinieri vittime infame crudeltà banda assassini” Oggi il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha reso omaggio ai carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, trucidati dai fratelli Savi, i capi della banda della Uno Bianca che, tra il 1987 e il 1994 provocò la morte di 24 persone e il ferimento di altre 102 Tweet Uno Bianca: permesso per Pasqua a uno dei killer, i parenti delle vittime protestano Uno Bianca, arrestato il figlio di Roberto Savi per traffico di droga 04 gennaio 2021″A trent’anni dal barbaro eccidio del rione Pilastro, a Bologna, si rinnova la commozione nel ricordo   dei tre giovani Carabinieri, Mauro Militini, Andrea Moneta, Otello Stefanini, morti in servizio,  sorpresi  da un vigliacco agguato omicida e tuttavia capaci di una reazione valorosa prima  dell’estremo  sacrificio”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “In questo giorno desidero, anzitutto, esprimere i sentimenti più intensi di vicinanza e solidarietà ai    familiari delle vittime, che negli anni hanno dovuto convivere con un dolore senza misura. I loro cari   erano poco più che ventenni quando sono stati colpiti dall’infame crudeltà di una banda di  assassini,   che per lungo tempo hanno seminato morte con freddezza disumana, e hanno anche  ignobilmente  macchiato la loro divisa di servitori dello Stato”. “Resta iscritto nella memoria della Repubblica il senso del dovere dei giovani Carabinieri, il servizio   prestato per la sicurezza della comunità. Figure che si aggiungono a quelle dei molti altri che hanno  tenuto fede ai loro compiti fino a pagare – per la legalità e la giustizia – il prezzo più alto”,  conclude  Mattarella.  Commemorazione a Bologna senza i familiari nel rispetto delle misure anti-covid Oggi il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha partecipato alla commemorazione del 30mo  anniversario dell’eccidio del Pilastro nel quale morirono i carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e  Otello Stefanini, trucidati dai fratelli Savi, i capi della banda della Uno Bianca che, tra il 1987 e il  1994 provocò la morte di 24 persone e il ferimento di altre 102. Nel rispetto delle misure imposte dalla pandemia (che non hanno permesso ai familiari di essere  presenti, vivendo fuori Bologna), alle ore 10 sono state deposte le corone al cippo di via Casini, nei  pressi del quale subito dopo verranno piantati tre arbusti floreali. Al termine, è prevista una messa in  suffragio delle vittime nella chiesa di Santa Caterina da Bologna. In via Casini, dove i tre militari  furono uccisi, è atteso il comandante generale dell’Arma, il generale Giovanni Nistri, che deporrà una corona davanti al cippo.  Fratello di Mitilini: “Chiederemo di riaprire indagini. Siamo di fronte a una verità monca” Intanto Ludovico Mitilini, fratello di Mauro, afferma: “Siamo di fronte a una verità monca, ci sono lati  oscuri: per questo da parte di alcuni familiari sarà fatta una richiesta formale di riaprire le indagini. Ci  sono elementi che destano perplessità, testimonianze non valorizzate per quello che erano”.La riapertura delle indagini sulla strage del Pilastro, “è un’idea da prendere in considerazione”.  Parlando con i cronisti a margine della commemorazione dell’eccidio, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, non chiude dunque la porta all’idea lanciata da Ludovico Mitilini. Sul punto, però,  Merola sembra più vicino al pensiero di Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione dei familiari  delle vittime della Uno bianca, secondo cui prima di pensare a riaprire le indagini sarebbe meglio  attendere la digitalizzazione degli atti. Il primo cittadino, infatti, afferma che proprio la digitalizzazione in passato “ha dato risultati inattesi”, e per questo “è bene prendere in considerazione ogni approfondimento possibile”.  “Continuiamo a essere al fianco dei parenti delle vittime e per questo ribadiamo la disponibilità della  Regione Emilia-Romagna a sostenere la completa digitalizzazione degli atti  processuali – spiega a  sua volta il Governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – affinché possano essere  disponibili a chiunque (così come abbiamo fatto con tutti i fascicoli di atti di terrorismo e strage, a  partire da quelli della strage alla Stazione  di Bologna del 2 agosto 1980). Il nostro impegno rimane  immutato, contro ogni forma di criminalità e ingiustizia”.  Eva Mikula, fidanzata di uno dei fratelli Savi: “Mi associo appello per riaprire indagini” Nel giorno del 30/o anniversario della Strage del Pilastro, Eva Mikula, ex fidanzata di Fabio Savi,  uno dei capi del gruppo criminale, lancia un messaggio ai familiari delle vittime, Andrea Moneta,  Mauro Mitilini e Otello Stefanini. “Comprendo e rispetto l’immenso dolore dei loro congiunti – dice in una lettera aperta inviata all’Ansa – e mi associo all’appello che lanciò lo scorso anno  Ludovico Mitilini, il fratello di Mauro, che nei giorni scorsi ha annunciato richiesta formale per la  riapertura delle indagini. Molti particolari infatti rimasero tra le pieghe dei fascicoli di quattro differenti procure, ognuna delle quali seguì differenti interpretazioni anche su particolari riguardanti le circostanze della cattura”. Pm ricorda: “Indagammo sugli aghi dei cedri” “Entrai nelle indagini sulla Uno bianca perché di turno il giorno dell’ultima tentata rapina finita nel  sangue. Esaminando la Uno bianca rubata, abbandonata subito dopo, chiesi di esaminare le  canalette scorri-acqua poste di lato al cofano motore. Vennero trovati degli aghi che sembravano di  pino”. E’ un dettaglio oggi ricordato da Valter Giovannini, che da pubblico ministero seguì inchieste e  processo sui delitti bolognesi della Banda, responsabile della morte di 24 persone e di oltre 100 feriti tra Bologna, Romagna e Marche tra il 1987 e il 1994. “Incaricai l’istituto di botanica dell’università di Bologna di analizzarli”, prosegue il magistrato, oggi  sostituto procuratore generale. “Venne fuori – continua – che appartenevano alla specie ‘Cedri del  Libano’. Appurai che a Bologna e zone confinanti l’unico luogo in cui vi era una concentrazione di tali  piante era il Parco dei Cedri di San Lazzaro. Disposi di verificare ogni giorno se nel parcheggio fossero presenti Uno bianche che risultavano rubate. L’idea, una volta individuatane una,  era di sorvegliarla h24 per sorprendere chi fosse andato a ritirarla. Non ci fu tempo, perché  pochi giorni dopo la Procura di Rimini strinse, con abilità, il cerchio su Roberto Savi”. L’intuizione si  rivelò comunque corretta: “Nel corso degli interrogatori apprendemmo che la banda parcheggiava le  vetture Fiat Uno, in attesa di utilizzarle, proprio al Parco dei Cedri”, conclude Giovannini. Tofalo: “Commozione e rabbia per quelle giovani vite spezzate” “Il 4 gennaio del 1991, al quartiere Pilastro, nella periferia di Bologna, venivano brutalmente uccisi i  tre carabinieri Andrea Moneta, Mauro Mitilini, Otello Stefanini dalla banda della Uno Bianca. Oggi, a trent’anni da quel tragico episodio, ricordiamo il sacrificio dei nostri militari. Stringo in un forte abbraccio i familiari ai quali esprimo la mia vicinanza. La commozione e la rabbia per quelle giovani  vite spezzate restano vive nella coscienza di tutti noi”: così il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo.