Di recente uscita, il nuovo libro del novantanovenne sociologo e filosofo francese Edgar Morin (Cortina edizioni, 2020) – entrato nel 1942 nelle file della Resistenza e grande appassionato di cinema, tanto da co-dirigere, insieme a Jean Rouch, nel 1961, il film documentario Chronique d’un été (Cronaca di un’estate), prima espressione del cosiddetto cinéma vérité – esplora con grande lucidità in 15, sintetiche ma appassionanti “lezioni, le ripercussioni della pandemia da Coronavirus sui diversi ambiti della nostra esistenza quotidiana. Dalla politica all’economia, dalla scuola alla rivoluzione culturale e informatica, Morin prospetta un cambiamento di paradigma fondato sul rallentamento della frenetica corsa al consumismo, allo sviluppo tecnico ed economico, puntando, invece, su di una rigenerazione della politica, sulla nascita di un nuovo modello ecologico e di un rinnovato umanesimo, capace di farci riscoprire i valori della solidarietà sociale. Scrive Morin: “So che, nell’avventura del cosmo, l’umanità è in modo nuovo soggetto e oggetto della relazione inestricabile tra ciò che unisce (Eros), da un lato, e ciò che divide (Polemos) e distrugge (Thanatos), dall’altro. La parte di Eros è stessa incerta, perché può accecarsi, e richiede intelligenza, sempre più intelligenza, ma anche amore, sempre più amore”.

Un breve ma intenso saggio, scritto da un intellettuale raffinato, che ha saputo cogliere e raccontare il mondo nella sua complessità. Un libro da leggere, rileggere e meditare.

Barbara Rossi