Ambiente-animali: è ora di dire BASTA a questa insulsa carneficina, Gregorio Asero

A PROPOSITO DI CACCIA. Ora io pongo una domanda molto semplice: possono esistere interessi economici così grandi da superare quelli della vita umana e anche animale a causa degli incidenti che questo sport porta inevitabilmente con sé?

Non sono un ambientalista radicale, ma mi prendo le mie responsabilità affermando che chi ha bisogno di sparare e uccidere vittime inermi per divertirsi, ha bisogno di curarsi, specie quando i bersagli sono animali appena liberati dagli allevamenti e privi di ogni capacità di cavarsela una volta liberati. Lo so ogni cacciatore porta migliaia di motivazioni e di giustificazioni per avallare il suo “diritto”. Se poi qualche proiettile fa qualche danno, sono cose che succedono, vero? Credo che la caccia sia ormai anacronistica: per questioni geografiche, sportive, sociali, demografiche. Oggi ci sono meno spazi e più persone, animali più indifesi e fucili più precisi. Cacciare in riserva è malinconico e crudele. Altrove è invasivo, è triste vedere i cacciatori che si aggirano tra auto in sosta, bar affollati, strade e campi coltivati. Se attività sadiche, tese alla sopraffazione, al sangue e alla morte di vittime inermi sono legalizzate e incentivate dalle istituzioni, se vengono definite salutari da organismi internazionali, se sono giudicate utili al miglioramento delle condizioni psichiche e all’implementazione delle relazioni sociali di chi le pratica, beh allora la distinzione tra giusto e ingiusto, lecito e illecito, civile e incivile non può che collassare, con tutte le conseguenze del caso. Poi, giusto per non farsi mancare nulla, ci sono anche bambini nel ruolo di discepoli portati con sé per un precoce imprinting, aggirando spensieratamente non solo norme di legge, ma soprattutto il senso di responsabilità genitoriale.

Bisogna accettare il fatto che oggi non siamo più cacciatori e raccoglitori. O meglio, nel mondo ci sono ancora tribù di cacciatori e raccoglitori, e sono probabilmente gli unici uomini a vivere in armonia con l’ambiente. Ma noi occidentali siamo tutt’altro, siamo uomini tecnologici, e ci sfamiamo con le coltivazioni e gli allevamenti. Bisogna prenderne atto e trarne le debite conseguenze. Una è senz’altro che dobbiamo smetterla di sparare agli animali selvatici, posto che per causa nostra ce ne sono sempre di meno, non ci servono per sfamarci ma li uccidiamo (o meglio, li uccidono) solo per puro e sadico divertimento. Che il cacciatore bianco sia un guardiano della natura è poi una solenne falsità. La caccia nel nostro ambiente non è più necessaria, i cacciatori sono sempre di meno, ma i politici continuano a stendergli tappeti rossi, a loro e all’industria delle armi. Purtroppo i cacciatori hanno la potenza del voto, al contrario degli animali, per cui i politici TUTTI si fanno ricattare.

Io direi che è ora di dire BASTA a questa insulsa carneficina.

Gregorio Asero

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