Scienza per tutti: così abbattiamo le #barriere

L’accesso alla scienza può abbattere le barriere, ma bisogna abbattere le barriere – fisiche e non solo – per fare in modo che tutti abbiano accesso a un’educazione scientifica.
Con questa consapevolezza si uniscono le forze: “Communities for Sciences” (C4S) è un progetto europeo Horizon 2020 e un consorzio guidato dal campus di Manresa (Spagna) che entra nella fase operativa. Undici Paesi in rete – con istituti di ricerca, scuole ed istituzioni educative, associazioni ed enti pubblici e privati – e nove città coinvolte, ciascuna con un suo hub.
Al centro un approccio di ricerca e di didattica laboratoriale, rivolto alle comunità vulnerabili (persone con disabilità o bisogni educativi speciali, immigrati, comunità rom). Si lavora con e per bambini e giovani da zero a 16 anni.
L’Hub di Milano, in particolare, è dedicato all’area della disabilità e dei bisogni educativi speciali e vede protagonisti il Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’università di Milano-Bicocca e la Giocheria di Sesto San Giovanni, centro scientifico per bambini con una storia ventennale, aperto alla cittadinanza e frequentato dalle scuole. Obiettivo: promuovere l’apprendimento delle scienze attraverso un approccio inclusivo e di ricerca responsabile e innovativa. Il progetto pilota parte da Sesto, dal Polo Infanzia Bambini Bicocca e dalla scuola popolare Antonia Vita di Monza. «Si fa ricerca sul campo con e per le comunità e le istituzioni per capire come rendere più accessibile e partecipata la conoscenza scientifica – spiega Luisa Zecca, responsabile scientifica del progetto per l’università Bicocca e dell’hub di Milano -. L’approccio è multilivello: si sperimentano metodologie didattiche, si mettono in rete prassi concrete». A ottobre sono state contattate scuole e associazioni che si occupano di disabilità. Insieme si condividono buone pratiche, si affronta concretamente il tema dell’inclusione a scuola: «Perché abbiamo la legge più inclusiva in assoluto che tutela e rende accessibili materiali e supporti a disabili fisici e psichici, è previsto l’insegnante di classe, l’insegnante di sostegno, l’educatore scolastico, ci sono i servizi sanitari e terapeutici sul territorio, a partire dalla Neuropsichiatria – sottolinea la responsabile -, il problema però è una reale presa in carico degli alunni con disabilità e delle loro famiglie». “Calando a terra” i buoni principi. Perché a fronte di una continua crescita degli studenti con diagnosi di disabilità (14.823 nelle scuole statali milanesi quest’anno, più 2.170 nelle scuole paritarie) mancano insegnanti di sostegno formati. «E il lockdown ha avuto effetti terrificanti – ricorda la professoressa Zecca -, dall’ultimo rapporto Istat sull’inclusione scolastica emerge che il 23% di studenti con disabilità è rimasto senza didattica a distanza da aprile a giugno. Come abbiamo appurato con una nostra ricerca sul campo, anche a Milano e provincia spesso gli educatori scolastici sono stati gli unici a mantenere un legame». E oltre alla «disabilità conclamata c’è una situazione “grigia” o in via di diagnosi che non va dimenticata, ci sono bisogni educativi speciali che vanno riconosciuti per tempo altrimenti rischiamo di perdere ragazzi che hanno alle spalle famiglie fragili». Da questa fotografia l’urgenza di una strategia condivisa e concreta. Che parta dalla scienza. «Articolata nelle sue materie, ma anche vista come attenzione scientifica, un approccio alla scoperta del mondo al quale devono poter accedere tutti – sottolinea Zecca -. Al centro del progetto c’è una metodologia laboratoriale, fatta in aule inclusive, con materiali costruiti ad hoc e un’educazione scientifica che prende forma dalle domande e dall’osservazione degli alunni, soprattutto di fronte a disabilità e difficoltà intellettive, cognitive e linguistiche». A febbraio ci saranno i primi incontri con le classi e si lavorerà su tre temi: equilibrio, uso delle forze, luci e ombre. «Sarà una ricerca- azione – conclude la professoressa -. E lavoreremo con le famiglie e le comunità di riferimento. Serve la responsabilità di tutti».