Varianti anticorpi e vaccini: cosa sappiamo?
Ci sono notizie contrastanti. Da un lato, uno studio non ancora pubblicato (presentato su biorxiv) guidato da Rino Rappuoli dimostra che il virus muta in risposta alla pressione esercitata dagli anticorpi e che è in grado di inserire mutazioni nella Spike che rendono gli anticorpi inefficaci. Tra queste mutazioni, c’è anche quella presente nella variante sudafricana, la E484K. Risultati simili sono stati ottenuti da Jesse Bloom (anche in questo caso un preprint). La mutazione E484K sembra essere davvero pericolosa.
Intanto Pfizer rende disponibile uno studio in cui dimostra che il suo vaccino funziona contro la mutazione N501Y (presente sia nella variante inglese sia in quella sudafricana). Questa mutazione sembra quindi favorire la diffusione del virus ma non ne altera la suscettibilità agli anticorpi.
Adesso è, quindi, necessario valutare se la variante sudafricana, che ha in aggiunta la mutazione E484K, può essere neutralizzata dagli anticorpi prodotti dal vaccino.