Racconti: RICORDI, Gregorio Asero

RICORDI

Esistono persone più vicine ad una realtà spirituale che non a quella materiale. Mi spiego: alcuni individui amano perdersi più nei ricordi del tempo passato che non nella vita reale; per cui piace loro credere che gli oggetti, le persone, gli animali i monumenti, e tutte le cose concrete che popolano questo mondo e che in qualche modo sono stati in contatto con loro o semplicemente solo sfiorati, o guardati, conservino sempre qualcosa che faccia parte della loro reale essenza, della loro fisicità e che in qualche modo ci sia una compenetrazione di “amorosi sensi”. 

Allora si immagina che i loro occhi conservino qualcosa di divino, e sotto questo velo sensibile, percepibile solo da pochi, il loro mondo appare come in una visione e la contemplazione della natura diventa quasi adorante, che simile a chimera è in grado di diventare reale e palpabile da tutta l’Umanità. 

In questo senso, una cosa che abbiamo visto molti anni prima e che all’improvviso riappare alla nostra mente, ci riporta al tempo antico come se mai fosse passato ed allora capita che la realtà passata si fonda a quella presente e tutto il mondo si ferma per fondersi in un unico presente, fatto di contemplazione di dolci ricordi.

Gregorio Asero

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