Contorcendosi dentro, Sabyr

La musa folle

To be or not to be

Contorcendosi dentro

un dramma intimo

mentre l’esterno

non si scompone

Questo dilemma

tra essere o non essere.

La presenza, l’assenza.

La domanda fatale.

Chi siamo veramente?

Lo specchio  quasi orpello

eppure uno dei pochi modi

di guardarsi.

O forse solo vedersi.

L’ombra ti ricalca

quanto fedele poi…

Non ha mai occhi.

L’insufficienza del superficiale.

Ma se vuoi inoltrarti

ecco l’antro, l’abisso,

La viscera .

L’utero svuotato

dal quale venisti.

Ecco il bambino nudo

nel fiore di carne della placenta.

Ormai fuori dal rifugio.

A caccia del seme originario

in realtà poi prede di noi stessi.

Un mare amniotico

ritorna nel sogno della nascita.

Il taglio del cordone ombelicale

illusione di libertà.

Ma lo schiavo del tempo

e degli eventi è  ancora qui.

L’ego morde, belva antica.

Lo spirito urla  ma in faccia

a mondi sordi.

E la morte, Discorso a parte.

Lei davvero sa…

Sabyr

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