Il dolore dell’uomo non ha colore, ma odore. Non si facciano distinzioni di popoli, di giovani o di vecchi, di destra o di sinistra.Di vecchi o di neonati, di sani o di malati. Il dolore ha l’odore di un letto troppo grande per un corpo ormai troppo esile, ha l’odore di un posto vuoto ad una tavola, ha l’odore acre delle lacrime trattenute….il dolore ha l’odore dell’uomo,perchè nessun uomo potrà mai dire di non averlo incontrato. Tutti accomuna, il dolore. Ci ricorda che siamo figli della stessa umana radice…fiori diversi, ma con un unico destino: tornare nella madre terra per sorridere in un nuovo fiore.

Incipit della seconda parte di Paesi di bruma- Pragmata ed. , silloge vincitrice del Primo Premio Città di Viterbo; Secondo Premio Associazione culturale L’aquilone; Premio del Presidente Universum Academy Switzerland)