Viaggio nella poesia di Jan Wagner

Jean – Honore Fragonard – La lettura

“Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche  canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel   quadro e, se possibile, dire qualche parola ragionevole.” J. W.Von Goethe

Ogni cosa può diventare poesia, afferma Jan Wagner,  poeta tra i più attivi nel panorama poetico tedesco, dai cosiddetti oggetti banali ai quali non si presta attenzione nella vita quotidiana, al ricordo ironico di una passeggiata irlandese. Per Wagner non ci sono regole per cominciare a scrivere e creare una poesia, anche se si dispone degli arnesi del mestiere. Proprio i cosiddetti oggetti banali possono svelare insospettabili qualità poetiche.

Bustina di tè

veste di sacco: / piccolo eremita / dentro la grotta. / solo un filo / lo porta su. ha tempo – / cinque minuti.”

Dalla sua penna escono metafore di grande eleganza che possono ricordare Rainer Maria Rilke o Gottfried Benn: Un semplice arrosto d’oca si trasforma nei suoi versi nell’immagine di oche che “nuotano placide sui laghi / di porcellana bianca”. In ogni storia raccontata un particolare minimo diventa universale, trasfigurandosi in qualcosa d’altro e la realtà sconfina nel fantastico.

I (shepherd’s pie)le pecore sono nuvole che amano la terra.
il pastore ama marie. sparge noci sulla
china.sospira le due famose parole.
il gregge belando le bruca come una scrittura bianca
sul verde lavagna. là dietro scatta il punto,
il cane pastore. si fanno scorrere ombre serali
davanti alle finestre del fondovalle.
non si vede china: né colline, né nuvole.
e le nuvole sono pecore, sospinte dal vento.

Jan Wagner

Oltre che nei contenuti vari, ricchi e avvincenti, anche stilisticamente Jan Wagner esprime una interessante originalità.

I suoi testi sono disseminati di assonanze, di consonanze, Wagner evidenzia la capacità di organizzare il verso e trattare la rima. La sua è una rima impura, spuria o quasi impecettibile, che presenta notevole difficoltà al traduttore. “Non è possibile nella lingua d’arrivo, si legge su un articolo della rivista”Poesia”, ricomporre un perfetto equivalente. Si è costretti per dare un’idea dell’originale, a prendersi delle libertà, più o meno divergenti, a inseguire varianti o locuzioni più o meno preganti.”

Scelte per voi, due poesie tratte dalla rivista “Poesia” con traduzione di Gio Batta Bucciol.


canto serale. lago di como

autunno. quando le castagne depongono le armi,
mazze ferrate disseminate sul suolo tutt’intorno,
nei rami le sorbe
               si gloriano del loro

veleno. ora tutti gli ami poggiano
sul fondo e le barche nei capannoni.
mentre le foglie si trasformano in fumo,
              si riposano le ville

dallo sfarzo e un orlo di lampioni
separa la passeggiata dal lago.
il traghetto vuoto d’auto trasporta sull’acqua
              un ultimo carico di luce. 

Giuseppe De Nittis – Lungo l’Ofanto 1870

lake michigan 

 per l’intera notte infuriò la tempesta
attorno alla casa bianca di legno, solo
tenuta insieme dal tenue lume di lampada
delle sue stanze. le chiome autunnali
degli alberi al mattino seguente –
come vetrate d’una chiesa infrante. 

chiuso il parco dei divertimenti
con i serpenti marini degli ottovolanti:
nelle buone estati
si nutrono d’ogni grido inzuccherato.
ora stanno immobili al cospetto dell’inverno. 

amici, ogni sera il tramonto
ritaglia i profili
di caprioli dai boschi.
le lunghe camminate sulla spiaggia:
difficile dire tra questa luce solitaria
se sulla riva s’arrampica un orso nero
o se solo un legno è quel che galleggia:
arso come un orso nero.

(da Australia. Berlin Verlag. Berlino 2010 )

Jan Wagner nasce ad Amburgo nel 1971, vive a Berlino. Ha studiato anglistica nella sua citta, al Trinity College di Dublino e infine all’università di Berlino, dove ha concluso gli studi con una ricerca sulla più giovane generazione di lirici irlandesi. Ha al suo attivo  sei opere in versi di cui Variazioni sul barile dell’acqua piovana, del 2014, è uscita a novembre del 2019 nella collana bianca di Einaudi con traduzione di Federico Italiano.