“Ho doti divine” e plagia le donne: arrestato guru ad Alessandria, truffa da 2 milioni

“Riformeremo la Chiesa” diceva alle adepte tra cui la moglie di un imprenditore che, scoperto l’ammanco, ha fatto denunciadi: Carlotta Rocci19 Gennaio, 2021

Diceva di avere un “progetto divino” per ognuna delle sue vittime, ma questo progetto aveva un costo, c’era una somma da pagare – sempre su un conto Postepay. Alla fine, il conto è esorbitante: l’uomo che per mesi si è spacciato come guru e guida spirituale è riuscito a farsi consegnare dalle sue vittime almeno due milioni di euro. Lui è un ex assicuratore di 42 anni, vive in provincia di Alessandria, e in passato è già finito nei guai per episodi simili. 

L’indagine che ha acceso i riflettori su di lui, fino all’arresto, è della squadra mobile di Massa Carrara che si è mossa dopo la denuncia di un imprenditore della Versilia che, a marzo, si è presentato negli uffici della questura di Massa Carrara: “Sono preoccupato, qualcuno ha indotto mia moglie a pagare una grossa somma. Si è approfittato della sua devozione religiosa”, ha spiegato l’uomo.

Da quella denuncia gli investigatori sono riusciti a risalire al “guru” che aveva cercato di crearsi una rete di referenze per diventare più credibile: era entrato in un gruppo religioso, L’opera dei Tabernacoli viventi, diceva in giro di avere agganci importanti nelle forze di polizia e nella magistratura, aveva carpito al fiducia anche di veri sacerdoti che organizzavano gli incontri di preghiera.

Durante gli incontri del gruppo di preghiera era risuscito a convincere alcune delle partecipanti di avere “doti divine”. Aveva indotto le vittime a credersi protagoniste di un “Progetto Divino” di rinnovamento della Chiesa, che presupponeva la formazione di nuove “sacre famiglie”, Lui ovviamente, per volere divino, sarebbe stato il capostipite.

“Sono il prescelto – diceva – Ogni venerdì, sabato e domenica incontro i santi in cielo, poi ridiscendo sulla Terra”, era una delle tante invenzioni con cui aveva convinto le sue vittime trascinandole in  gruppi di sottopreghiera con cui le convinceva a pagare grosse somme di denaro per portare a termine il “progetto divino”. Viaggiava molto per trovare nuove vittime: quelle identificate dagli investigatori risiedono a Massa Carrara, a Lucca e nell’Alessandrino.

Il truffatore faceva il nome di preti esorcisti, mai esistiti ma formalmente titolari di account di posta elettronica. Don Paolo, don Carlos da Cracovia, don Josè dal Portogallo: erano “i don”, figure di riferimento virtuali per le vittime della truffa che scrivevano ai falsi sacerdoti per ogni dubbio. Loro, ovviamente, le convincevano a pagare.A quegli indirizzi mail, tutti riconducibili alla stessa persona, le vittime inviavano i loro pensieri, desideri, confessioni e l’assicuratore riusciva così ad anticiparle in ogni scelta, a consigliarle e influenzarle convincendole a fare quello che voleva lui.

La polizia ha sequestrato centinaia di mail nelle quali i” don” dispensano consigli, interpretano gli eventi, parlano di lotte notturne con “i demoni che vogliono ostacolare il progetto divino”. Parte del percorso di liberazione erano soprattutto i regolari versamenti di denaro che le vittime facevano al guru. Ma il santone chiedeva soldi anche con altre storie completamente inventate come quella della malattia di don Paolo, colto da due infarti e ricoverato in fin di vita a Livorno.

Con quella scusa l’uomo è riuscito a farsi consegnare da una delle sue vittime un milione di euro. Le aveva fatto credere che i “sacerdoti” ritenevano che sul suo patrimonio vi fosse un maleficio e che il denaro andasse “purificato”.  Seguendo le mail e i movimenti di denaro gli investigatori sono arrivati al guru che è stato arrestato e messo ai domiciliari con l’accusa di truffa e circonvenzione di incapace.

La Repubblica