da La Repubblica

Il Senato ha votato la fiducia a Conte con 156 voti, una maggioranza stretta (si parla infatti di “governo di minoranza” che ha avuto illustri precedenti nella storia della Repubblica) che permette di andare avanti ma impone passi successivi. Ed è una strada tutta in salita. Conte convocherà un vertice di maggioranza già questa mattina e non è escluso che poi salga al Colle, dove potrà comunicare la volontà di rafforzare la maggioranza con la costituzione di un nuovo gruppo centrista al Senato. Avrà una manciata di giorni per mettere in piedi l’operazione. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti sottolinea  su Twitter che con il voto di ieri “è stato evitato un salto nel buio. Ora dobbiamo ritornare a occuparci dei problemi degli italiani. Affrontare le emergenze, gestire il piano vaccinale, portare avanti il #RecoveryPlan e l’agenda delle cose da fare. Gli italiani non devono essere lasciati soli”. Nel dibattito interviene anche il segretario della Cgil Maurizio Landini: “Costruttori vanno cercati nel Paese, Conte ci convochi sul Recovery fund”.

Intanto il centrodestra serra le fila affermando che il premier non ha una maggioranza solida e si dice pronto a rivolgersi al Quirinale per chiedere elezioni. Ma nella coalizione cresce l’apprensione sulla tenuta del gruppo azzurro.

Ore 09:46. Landini: “Costruttori vanno cercati nel Paese, Conte ci convochi”

Il ringraziamento del premier al sindacato in aula “l’ho preso come un ringraziamento non tanto ai sindacalisti ma ai lavoratori che il sindacato rappresenta, gli sforzi e i sacrifici li stanno facendo le persone tutti i giorni”, dice il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ospite di Agorà su Rai3, chiedendo che “dopo questa crisi poco comprensibile oggi i costruttori vanno cercati nel Paese e mi aspetto- conclude- che da stamattina il governo convochi le parti sociali perchè noi non abbiamo ancora avuto l’occasione di confrontarci sul Recovery fund”

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