Il poeta Carmelo Salvaggio è un nuovo autore di Alessandria today – biografia e tre poesie

di Pier Carlo Lava

Alessandria today, sono particolarmente lieto di dare a nome di tutti gli autori il benvenuto al poeta Carmelo Salvaggio che da oggi è un nuovo componente della nostra redazione.

Carmelo Salvaggio

SALVAGGIO CARMELO

Note biografiche

Carmelo Salvaggio, nasce il 15/11/1949 a Canicattì(AG) Sicilia, risiede ad Aprilia(LT) Lazio, ormai dal lontano 1956.

La sua formazione è umanistica e non pone limiti al desiderio di conoscenza.

I principi, sono i sani principi della sua generazione legati alla famiglia, al lavoro, alla fede ed alla tradizione ma si riconosce anche un certo spirito critico e di apertura alle nuove filosofie di vita.

Fin da ragazzo ha coltivato la passione dello scrivere, tanto che con orgoglio ricorda come gli siano state pubblicate piccole cose già da bambino, sul mitico “Vittorioso” dove facevano gran mostra di se le surreali vignette del grande Jacovitti.

Ha amato tanto il lavoro e ne è stato molto assorbito e gratificato, ora però che, finalmente in pensione, ha più tempo a disposizione, dedica parte di esso a curare questa sua  passione… nipotini permettendo.

Con l’avvento di Facebook, sono diverse le pagine nelle quali pubblica, spinto a questo da amicizie di colleghi che apprezzano il suo scrivere.

Attualmente collabora con l’associazione culturale ed artistica “L@ Nuov@ Mus@” di Aprilia (LT) di cui è presidente; con l’associazione culturale “Mons. G. Centra” e la Pro loco di Rocca Massima ((LT); con le pagine PHOESIA di Domenico Galioto e CLICK DI VERSI.

Suoi componimenti appaiono su varie antologie di respiro nazionale e sui siti social più conosciuti.

Cura le pubblicazioni dell’Antologia della sua Associazione Cult. Ed Artistica “L@ Nuov@ Mus@“. Autore di commenti, prefazioni e postfazioni, spesso partecipa come presidente di giuria o giurato a varie manifestazioni ed è inserito in molte antologie ed in molte pagine informatiche.

Finalista di prestigiosi concorsi letterari, è risultato vincitore di diversi di essi tra i quali il “Premio Mimesis“- “Il castello di sopramonte“- “La goccia d’oro“- “Michele Buonocore” – “Capri-Verbumlandia” – “Ancescao Don Gnolfo” e molti altri.

Negli ultimi anni ha pubblicato due raccolte di poesie, la prima “NEL RIFLESSO DEI GIORNI” casa editrice EDITSANTORO, la seconda “VERSI DAL SILENZIO” casa editrice RUPE MUTEVOLE.

Richiesto da vari istituti scolastici, in collegamento con i docenti, collabora a corsi a progetto con la finalità di divulgare il messaggio culturale e poetico.

Per sintetizzare, utilizzando le sue stesse parole, così definisce il desiderio che lo anima:

  • Amo la poesia ed il suo messaggio –

Haibun*

(il vecchio)

Ogni mattina, il vecchio, saliva con passo lento l’erta che portava al pianoro.

Da lassù, l’immensità gli apparteneva come il nido all’aquila o la tana al lupo. Da lassù tutto si compenetrava con il suo spirito e con la sua voce che aveva solo toni di silenzio.

Quella mattina non era la solita mattina, pensieri densi come le nuvole che in processione camminavano composte ai margini del mondo, gli creavano ansie che sicuramente lo avrebbero accompagnato per tutto il giorno. 

Lui era un uomo tutto d’un pezzo forgiato al lavoro, al rispetto ed alla riflessione. Durante la vita aveva imparato a sue spese quanto fossero importanti quei tre punti fermi; purtroppo nella notte, aveva fatto sogni agitati e quel che era peggio li aveva assecondati riflettendo sulla sua vita e tirando conclusioni forse troppo negative e quella processione di  nuvole lontane all’orizzonte proprio non lo aiutava:

osserva il vecchio

lontani sogni perdersi_

all’orizzonte

Una folata di aria fresca lo distolse per un attimo da quello stato di angoscia che gli creava imbarazzo ed anche uno strano senso di vuoto. Ripensò alla sua Dorina che ormai dormiva nel silezioso cimitero laggiù sulla destra, ai suoi figli lontani a lavorare in terra straniera ed al suo nipotino che portava il suo nome. 

Lo sfrangiarsi di alcune nuvole mostrò i primi raggi di sole. 

da dietro il monte

un sorriso bambino_

raggio di sole

Dopo aver dato un altro sguardo a tutto il mondo sotto di lui non senza rimpianti, decise di ritornare facendo attenzione di non scivolare scendendo. Gli venne in mente quella volta, tanti anni prima, quando lasciando la mano callosa e sicura di suo padre, colto da un desiderio di libertà, si ritrovò tumefatto e sanguinante nella pancia di un rovo pieno di spine ed ancora vuoto di more. Suo padre con un ghigno sotto i baffi tirò dritto senza farsene un cruccio… già, una volta gli insegnamenti si davano senza parlare ed al massimo con un’occhiata di disapprovazione.

la vita vera_

negli occhi di mio padre

tanta saggezza

Nel suo casale immerso nella campagna, si respirava un’aria di serenità che infondeva quella tranquillità propria dell’essenziale. Il vecchio ormai a passo spedito era prossimo alla staccionata robusta e ben curata del recinto. Dietro di lui, la luminosità del giorno lo rischiarava contornandolo di un’aureola quasi mistica. C’era nella sua figura un ascetismo ormai sconosciuto alla più parte. Quest’uomo nella sua vita aveva contribuito alla crescita di quel territorio ed alla formazione di molti di quei giovani che ora neanche lo riconoscevano. Forse questo, era il cruccio che oggi lo schiacciava. 

La luce intorno si fece più intensa e lui alzando gli occhi ne fu gratificato.

spiritualità_

un mattino di maggio

dipinto d’alba

Osservò i campi intorno, le colture sentivano forte l’impeto della primavera, il verde si estendeva a perdita d’occhio ed era bello vedere lo splendore di tanti fiori, margherite, fiordalisi, malve, il giallo del tarassaco ed il rosso dei papaveri che a chiazze si mischiava dentro i campi di grano.

fiamme nel verde_

i rossi papaveri

mossi dal vento

Stava rientrando in casa quando d’un tratto, un pensiero… lo prese una gran voglia di dialogare. Decise di passare per la piazza del paese dove ancora qualche amico mattiniero come lui, lo avrebbe senz’altro trovato. Sotto i portici incontrò Giovanni ed Umberto, fu bello rinverdire i ricordi e sostenersi nell’amicizia di una vita. Fu una salutare boccata di ossigeno che pian piano lo liberò di quelle tensioni ed in questo lo aiutò la visione delle bellissime evoluzioni di frotte di rondini che nel primo mattino si rincorrevano, allegre riempiendo di gridi il nuovo giorno.

mille rondini

in corsa circolare_

dentro la piazza

Consumata la colazione insieme ai due amici, sentì i nove rintocchi dell’orologio della torre. Era ora di rientrare, le sue galline e la capretta bebé dovevano essere accudite. 

Più tardi avrebbe colto le più belle rose del giardino per portarle alla sua Dorina.

03 maggio 2018

Carmelo Salvaggio

immagini mie   

  • HAIBUN =  È un componimento costituito da parti in prosa intercalati da Haiku. In genere nella parte                                               narrativa vengono descritti momenti speciali di una persona, come ad esempio un viaggio.

POESIE

PASSIONE

Ed io 

che respiravo 

gli odori buoni

del pane

e dei fianchi accesi

nei silenti mattini

colmi d’amore…

Quante carezze ebbero

i tuoi seni…

Non lo ricordo…

Neanche il mare

ricorda le volte

che baciò la rena

della sponda.

Carmelo Salvaggio

OGNI ATTIMO

Lascia ch’io viva come fossi tempo,

libero in spazi d’eterno,

gioia armonizzi il mio canto

e sentimento abbracci l’infinito.

Lascia ch’io viva d’alba,

che il lento passo ricco di silenzi

avvolga brume di mattini intensi

e gli occhi si riempiano di luce.

Lascia ch’io viva il giorno

con l’ansia di chi ama il divenire

cercando negli anfratti del futuro

speranze che ristorino il pensiero.

Lascia infine ch’io viva l’incombente sera

come viandante in cerca di riposo

sia accogliente l’ultimo giaciglio

e siano dono le stelle della notte.

Carmelo Salvaggio

TANGO

Lui, ubriaco di note, suona l’amore.

In lei, abbandonata negli occhi dell’altro,

freme la passione.

Vortica appassionato 

il tango sulla pista.

Lente, rapide, sincopate le note,

lenti, veloci veloci, lenti i passi

sinuosi all’unisono.

Lo strumento una lama che ferisce,

la pista un supplizio che unisce.

Suona la fisarmonica un vibrato

legando i corpi nell’abbraccio figurato.

Muta la scena, sorda la pena,

sulla tastiera una lacrima

tra spine di rosa…un sospiro.

S’incrina la nota stonando

cade un petalo rosso…

… volteggiando.

Carmelo Salvaggio