La.Chiesa di Santa Maria di Castello nasce come chiesa “infra castrum”, in posizione centrale nella città precomunale e comunale. Non vi sono però testimonianze dirette della posa della prima pietra dell’edificio, né del lungo cantiere aperto dal 1486 al 1545, anno della consacrazione della chiesa in una forma vicina a quella che oggi conosciamo, momento del passaggio del convento dalla tutela dei Mortariensi a quella dei Lateranensi. La separazione del monastero dalla chiesa, conseguente alla soppressione del 1798, è la causa risaputa della grave decadenza del complesso ex-lateranense, per cui il monumento subì rilevanti lavori negli anni 1842-43, a seguito di una scossa di terremoto avvenuta nel 1820. In realtà, dal punto di vista delle conoscenze, i primi cinquant’anni dell’Ottocento coincidono con la ripresa di possesso della chiesa da parte della città, dopo i secoli in cui santa Maria di Castello era stata un corpo a sé, cuore dell’insediamento canonicale più che edificio di culto urbano. Gli anni che vanno dal 1886 al 1932 vedono Santa Maria al centro di tre campagne di restauro. Elemento di continuità all’interno di questo periodo è la figura di Francesco Gasparolo per la vastità e la metodicità delle ricerche. Si eseguono alcune prove di scavo che danno per la prima volta, le prove dell’antichità del monumento; si rinvengono le tracce di fondazioni precedenti e si scoprono le colonne originali del chiostro. Con la morte di Gasparolo si chiude la stagione della grande fortuna di Santa Maria di Castello, fino alla campagna di scavi degli anni 1970-1973 che porta alla luce la zona archeologica con i resti di una chiesa preromanica ad aula con una grande abside risalente al secolo VIII, e una seconda con impianto romanico triabsidato del X-XI secolo, che saranno però studiati solo a partire dalla metà degli anni Ottanta quando la Provincia di Alessandria affida un incarico di studio all’architetto Maria Grazia Vinardi di Torino.