Se  dimentichiamo

Se dimentichiamo
i fili spinati i corpi denutriti
i numeri sulla pelle le stelle gialle
il pianto di un innocente senza madre
lo sguardo desolato
dell’uomo che ha perduto la speranza
la ferita di chi resiste
la mano tesa di chi non ha paura
l’ironia di una scritta
sul cancello di un campo
“Il lavoro nobilita l’uomo”,
se non sentiamo il sibilare
del serpente sotto le baracche
la risata compiaciuta del carnefice
mentre picchia un mucchio di ossa
che quasi non è più un uomo
se non inorridiamo alla siringa che entra
a sperimentare nelle carni di un bambino
al mucchio di vestiti e  scarpe
fuori della camera a gas
all’odore dell’odio e della morte
siamo solo demoni
di un condiviso inferno.

Grazia Fresu