La politica italiana e la fascia di Kuiper, di Angelo Marinoni

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Alessandria: La fascia di Kuiper è un luogo che stiamo conoscendo un poco alla volta, un luogo lontanissimo, complesso, a tratti meraviglioso e a tratti spaventoso, un luogo il cui studio ci insegna come eravamo e che ci consentirà di capire come finiremo: un poco alla volta  continua a rivelarci dati importanti e, delle volte, qualche delusione.

Si tratta di una regione remota del sistema solare, infatti ne costituisce i confini, ma con alcune interessanti particolarità che rendono la fascia transnettuniana, come viene anche definita, idealmente molto affine alla politica italiana.

L’affinità più evidente è nell’essere cosi’ lontana dalla nostra Terra e cosi’ poco visibile e quindi comprensibile pur potendo contare su elementi importanti, grandi come pianeti (detti pianeti nani) che ciclicamente si avvicinano o si rendono visibili tanto che paiono comprensibili fino a riallontanarsi e rifugiarsi seguendo le leggi di Keplero cosi’ lontano da perderne le tracce.

Plutone, dalla sua scoperta nel 1930 al 2006 nono pianeta del Sistema Solare, è stato declassato a pianeta nano e inserito fra gli elementi più importanti della fascia di Kuiper proprio per la sua orbita cosi’ ellettica da essere in certi periodi più vicino a noi di Nettuno e in altri più lontano di ogni altro corpo dalle dimensioni significative. Non avere una orbita propria gli è costato il titolo di pianeta, ma può fargli guadagnare quella del politico italiano medio manifestando questa oscillazione fra la lontananza più remota dalla nostra realtà e l’avvicinarsi abbastanza da pensare di comprenderlo.

La recente vicenda politica è stata simile ad uno dei perielii di Plutone, infatti un mondo normalmente lontano che manifesta la sua incomprensione di ciò che deve gestire attraverso comportamenti e iniziative forse appartenente ad uno dei mondi transnettuniani, ma non certo a questo Paese stremato e stremante, si rende conto di dover ricostruire un paese e di doverlo ricostruire dal profondo, dal suo esoscheletro potendo salvare poco, purtroppo, di molti degli effetti delle politiche attuate negli ultimi trent’anni dai tanti transnettuniani che a vario titolo e in vario modo hanno governato l’Italia e l’Europa.

Sicuramente prendersela con la politica in genere è semplice, troppo semplice, al contrario della fascia di Kuiper è tanto basso da essere rasoterra, e infatti non si tratta di fare invettive contro la politica, fondamentale e nobile, ma contro alcune sue manifestazioni sia che queste siano persone che la interpretano sia che siano comportamenti.

Nel pieno di una pandemia di difficile comprensione, dai comportamenti per nulla chiari e dalle conseguenze enormi dal punto di vista epidemiologico, economico e non certo ultimo sociologico ci ritroviamo nel bel mezzo delle “consultazioni” post crisi di governo con l’aggravante del formarsi di gruppi parlamentari, dallo scindersi di questi, da comportamenti “cellulari” che stanno anche oltre la fascia di Kuiper, o almeno che sarebbe meglio fossero là.

Una delle attività tipiche della osservazione distratta, come della osservazione attenta ma totalmente faziosa, della politica della fascia di Kuiper è quella della individuazione di un colpevole interno oppure di un nemico (quindi un colpevole esterno) cui riversare addosso tutte le responsabilità, tutte le colpe e con una produzione a ritmi cinesi di insulti amplificati dagli specialisti dei social allontanare dall’attenzione generale i termini dei problemi risolvendo tutto in un “è colpa sua” per continuare a fare o non fare cosa si stava facendo o cercare di risolverlo con gli stessi comportamenti che hanno creato il problema.

La crisi andava evitata, questo credo sia un dato incontrovertibile, ma la crisi non è nata (solo) per la strategia politica spregiudicata di un politico lontano dalla realtà, perché buona parte di quelli che accusano un dirigente politico di essere su un altro mondo spesso fanno finta di non sapere di essere su quello di fianco dato quel che scrivono, quel che dicono e quello che, delle volte, decidono.

In un momento in cui quasi tutto il pianeta vive uno stato di recessione economica, le libertà individuali e la normale dinamica sociale viene compromessa come se si trattasse di un raffreddore collaterale sicuramente non era utile una crisi che si manifesta attraverso fenomeni di mitosi di gruppi parlamentari per verificare l’esistenza di una maggioranza che sostenga un governo prima ancora di avere una idea di che governo fare e senza aver voluto capire le ragioni di quelle che hanno fatto cadere prematuramente questo e i governi precedenti, il ricordo di un governo arrivato a scadenza naturale della legislatura avendola iniziata non mi sovviene.

Si è dimesso un governo politico, che ha fatto delle scelte anche difficili da prendere sia sagge e obbligate che discutibili, per il dissenso di uno dei gruppi parlamentari di maggioranza verso un importante provvedimento; il dissenso poteva probabilmente rientrare dato che quel provvedimento, l’impiego dei fondi europei, ha subito, e per fortuna, importanti modifiche, ma non è avvenuto.

Non solo per questo fatto, vista la rinuncia al voto in Aula su altro importante provvedimento a tema giustizia, il Governo si è dimesso con doloroso ma sensato senso di responsabilità.

Ora sarebbe importante che il dibattito si concentrasse sulla formazione di un governo emergenziale, meglio collegiale, ma in assenza di collegialità anche politico, purchè forte se non nei numeri almeno nella coerenza e nella vicinanza alle istanze del paese scongiurando una nuova cavalcata della tangente verso la fascia di Kuiper da dove alcuni gruppi parlamentari sia di opposizione che di maggioranza non sono mai usciti.

Rispetto a quanto sta avvenendo forse andrebbe presa in considerazione dalle forze politiche la rinuncia momentanea alla formazione di un esecutivo di indirizzo politico (come i cittadini hanno temporaneamente rinunciato per emergenza ad alcune libertà fondamentali) per formare un governo in grado di guadare la pandemia e porre le basi per riprendere la normale dinamica sociale e quindi la normale dinamica politica, magari rinunciando al fascino della fascia di Kuiper per restare qui, nel sistema solare interno.

Questo non sta ancora avvenendo e in queste ore in cui tutti abbiamo qualcosa da dire ci sono migliaia di attività che vedono allontanarsi il futuro e non perché risiedono nella fascia di Kuiper, ma perché vi risiedono alcuni che dovrebbero contribuire a decidere per loro, ci sono migliaia di persone che non vogliono avere come prospettiva un decreto che li risarcisca di quanto perso, ma che vogliono ripartire anche piano e anche a fatica senza essere bombardati dai tronisti del virus che bucano il video con apocalissi alternate a ottimismi e con un pacchetto di provvedimenti sensato, coerente e tendenzialmente efficace, magari anche con elementi diversi rispetto ad alcune soluzioni che vengono reiterate pur non avendo mai dimostrato alcuna efficacia e utilità.

E’ importante che la politica esca da quei due atteggiamenti che la relegano alla fascia di Kuiper ovvero quell’atteggiamento di autoreferenzialità che sui social si traduce in sufficienza e disprezzo per chi avanza integrazioni o modifiche alle attuali dinamiche decisionali e una presa di coscienza della situazione reale e delle reali criticità a partire dal modello gestionale dei servizi che per primi sono andati in crisi con la pandemia.

E’ del tutto evidente che continuare a ignorare scientificamente che il modello regionale sia ampiamente da rivedere costituisce un titolo di cittadinanza transettuniana e prendere a esempio alcuni esempi positivi come il Veneto e l’Emilia-Romagna dimostra solo che non sono i colori, ma le persone e il modello gestionale a determinare i risultati.

Le dinamiche di aggregazione e disgregazione cellulare dei gruppi parlamentari non sono un buon segnale di avvicinamento al Paese, qualunque risultato avrà questa crisi che non rientrava fra i diversivi cui ambivamo qui sulla Terra, è auspicabile almeno porti un governo stabile, con le idee chiare e un interesse per la fascia di Kuiper esclusivamente astrofisico.