ABBIAM DETTO, Vittorio Zingone

ABBIAM DETTO     

Abbiam detto:    

– Non lasciamoci sorprendere   

dai primi raggi del sole    

celati oltre imposte, oltre tende;   

spalanchiamo balconi, porte, finestre, vasistas,    

lasciamo entrare una ventata di freschezza nuova   

nelle stanze più interne, nei polmoni,   

assaporiamo la vita che questo nuovo giorno   

ancor propone.   

Abbiamo detto ancora:    

– Usciamo all’aria aperta,    

lasciamoci avvolgere    

dai raggi tiepidi del sole,   

lasciamoci illuminare    

da questa nuova luce,    

lasciamoci guardare    

da questi azzurri cieli,   

lasciam volare l’anima,   

dispieghiam le ali    

della divina fantasia,   

inoltriamoci nella scia d’amore   

che lega creatura a Creatore,   

lasciamoci compenetrare   

dall’afflato dell’universale Essere,   

vivere, gioir, cantare inni   

per linee interne all’anima   

alla gloria della Vita, dell’Amore…   

Fermiamoci incantati  

dinanzi alla corolla   

d’un bel fiore    

che si schiude  e impregna   

l’aria tutt’attorno di fragranze;   

solleviamo le pupille   

a mirar stelle che luccicano   

nel ciel sereno quando neppur la luna   

in quel ciel  risplende.   

Pensieri si suscitan nel cuore    

di dolce meraviglia,   

commozion profonda   

per un Dio di gratuito Amore;   

di luce, di vita che seppe creare   

e prendersi materna cura   

d’ogni vivente, nuova  creatura,   

d’ogni altra essenza   

che l’eccellente,    

la possente Mente sua    

seppe ancora esprimere   

in questi arcani vuoti universali.    

Sia lode, gloria sia      

al nostro divino, amorevole Fattore,   

a Chi gratuitamente guida    

ogni intelligente creatura   

verso un traguardo di felicità.

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