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<p class="has-drop-cap" value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">La compassione è una virtù, sempre?La compassione è una virtù, sempre?

Compatire, patir con, ovvero condividere il dolore: la compassione, così intesa, potrebbe cambiare il mondo. Molti sono coloro che si impegnano ad aiutare i più bisognosi, a soccorrere un malato… tuttavia bisogna porre attenzione affinché il nostro “sentire misericordia” sia autentico e non guidato, seppur inconsapevolmente, da un nostro bisogno di sentirci gratificati o ammirati. Sentirci “buoni”, “giusti”, “stimati”, ci fa ritrovare fiducia in noi stessi, ci gratifica essere ascoltati e forse ammirati. Anche se tutto questo è umanamente comprensibile, una sincera riflessione deve portarci a valutare se la nostra compassione parte esclusivamente dal desiderio di approvazione, trascurando il reale bisogno dell’altro, perché può capitare…pur essendo in buona fede. E così possiamo trovarci a dire cose bellissime quando l’altro ha solo bisogno di essere ascoltato, di rimproverare, anche con delicatezza, quando serve solo comprensione, di imporre la nostra presenza anche quando l’altro cerca solo un momento di solitudine. Donare gratuitamente, con umiltà, liberi dal giudizio altrui, senza concentrarci su cosa penserà l’ altro di noi, con il solo intento e senza smanie di camminargli accanto affinché non si senta solo. Senza intenzioni di conquista e senza smanie di guadagnarsi ammirazione e consensi. In punta di piedi . Il bene si fa in punta di piedi…

Mariella Bernio