AGI – “In linea di principio lo spray nasale israeliano è composto da una formulazione di per sé piuttosto semplice, a base di un principio attivo utilizzato in colliri o altri preparati medicali, e acido citrico, contenuto nel succo di limone. Sebbene non vi siano studi ampi e randomizzati per valutare la sua efficacia, in base allo stato attuale delle conoscenze il presidio potrebbe essere valido”.

Lo spiega all’AGI Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igm), commentando la recente diffusione del farmaco Taffix, uno spray nasale attualmente in vendita pubblicizzato come un prodotto in grado di prevenire il contagio da agenti patogeni per via nasale, sviluppato dagli esperti dell’Università of Haifa, in Israele.

“L’ipromellosa forma una pellicola di gel che rappresenta una barriera fisica all’ingresso del virus – sostiene il ricercatore – e simula quello che succede con il raffreddore, ispessendo il muco, una difesa primaria dell’organismo. Questa sostanza si usa già in diversi presidi come mezzo per veicolare il principio attivo, perché prolunga l’effetto di rilascio del farmaco e rende le sostanze efficaci nel tempo”.

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